25 set 2008

20 Settembre
per massoni e anticlericali
bella roba...
DISEGNO DI LEGGE PER IL RIPRISTINO DELLA FESTIVITA' NAZIONALE DEL XX SETTEMBRE ANNIVERSARIO DELLA BRECCIA DI PORTA PIA TESTO DELLA PROPOSTA
DI LEGGE
Onorevoli colleghi, la presente proposta di legge intende ripristinare la festa nazionale del 20 settembre. Sino all'avvento del fascismo il 20 settembre era festeggiato come giornata dell'unità nazionale. Con la presa di Roma, il 20 settembre 1870, la Chiesa romana perdeva il suo potere temporale e l'Italia diventava una nazione. La breccia di Porta Pia fu opera dei bersaglieri, che fecero sparare la prima cannonata da un tenente ebreo per evitare la scomunica comminata da Pio IX a chi avesse sparato per primo. Lo Stato unitario nasce quindi su basi laiche e liberali, travolte poi dalla dittatura fascista, che non a caso abolì questa festività in ossequio e come corollario dei Patti lateranensi del 1929. Con una legge del 1930, poi, non solo il regime fascista abolì la festività del 20 settembre ma introdusse gli anniversari della marcia su Roma e della fondazione dei fasci di combattimento come feste nazionali e l'anniversario dei Patti lateranensi tra le solennità civili. Attualmente si ripresentano rischi verificabili di integralismo religioso e di intrusione nella sfera di autonomia dello Stato. Riproporre la festività del 20 settembre significa recuperare alla memoria collettiva una data fondante per la nostra nazione (non a caso celebrata con la presenza pressoché in ogni città italiana di vie e piazze ad essa dedicata in zone centrali) e al contempo respingere ogni forma di integralismo. Significa, insomma, riaffermare la laicità dello stato che, in quanto tale, deve essere di tutti e riaffermare che la libertà religiosa è prima di tutto un diritto individuale che la costituzione garantisce ad ogni persona di qualsiasi credo. ART. 1 A decorrere dal 2003 la celebrazione del Risorgimento italiano ha nuovamente luogo il 20 settembre di ciascun anno, che pertanto viene ripristinato come giorno festivo. ART. 2 Le vie, le piazze ed ogni altro luogo intitolato alla ricorrenza del XX settembre sono sottoposte a vincolo di tutela culturale e storica.
Franco Grillini (DS) Katia Bellillo (PdCI) Valdo Spini (DS) Alba Sasso (DS) Giovanna Grignaffini (DS) Fulvia Bandoli (DS) Titti De Simone (PRC) Tiziana Valpiana (PRC) Elettra Deiana (PRC) Enzo Bianco (Margherita) Franca Bimbi (Margherita) Luana Zanella (Verdi) Laura Cima (Verdi) Lion (Verdi) Bulgarelli (Verdi) Carlo Rognoni (DS) Pino Petrella (DS) Alfiero Grandi (DS) Giorgio Panattoni (DS) Giovanni Lolli (DS) Giorgio Bogi (DS) Maura Cossutta (PdCI) Giuliano Pisapia (PRC) Italo Sandi (DS) Gabriella Pistone (PdCI) Rugghia (DS)
(notare i firmatari della proposta)

------------------------------
------------------------------
amarelachiesa.blog NO Comment a questa proposta di Legge
per fortuna segue testo sottostante
divulgate e sostenete!
SCOMUNICA MAGGIORE AI SAVOIA
Lanciata dal Sommo Pontefice Pio IX il 26 Marzo del 1860
Dichiaro che tutti coloro, i quali hanno perpetrata la nefanda ribellione nelle provincie dello Stato Pontificio, e la loro usurpazione, occupazione ed invasione ed altre cose simili, di cui ho fatto querela nelle mentovate Allocuzioni, oppure hanno commesso alcuni tali cose, come pure i loro mandanti, fautori, aiutatori, consiglieri, aderenti o altri quali si siano, che hanno procurato sotto qualsiasi pretesto e in qualsivoglia modo l'esecuzione delle cose predette, ovvero le hanno per sè medesimi eseguite, hanno incorso LA SCOMUNICA MAGGIORE, e le altre CENSURE e pene ecclesiastiche inflitte dai Sacri Canoni, dalle Costituzioni apostoliche, e dai decreti dei Concili Generali, e se fa bisogno di bel nuovo li Scomunico ed Anatematizzo. Parimente dichiaro, aver essi con ciò stesso incorso egualmente le pene della perdita di tutti e di qualunque siansi i privilegi, grazie ed indulti loro in qualsivoglia modo concessi dai Romani Pontefici Miei predecessori; e non poter eglino essere assolti e liberati da siffatte censure DA NESSUNO; ed inoltre esser eglino inabili ed incapaci di conseguire il beneficio dell'assoluzione, fino a tanto che non abbiano pubblicamente ritrattato, rivocato, cassato ed abolito tutti gli attentati in qualsivoglia modo commessi, e reintegrata ogni cosa pienamente ed efficacemente nello stato di prima, o prestata in altra maniera la dovuta e condegna soddisfazione nelle cose predette alla Chiesa e a questa Santa Sede, ma che sempre saranno e sono a tali cose obbligati, affine di potere conseguire il beneficio dell'assoluzione. Comando che copie delle stesse lettere anche stampate e sottoscritte dalla mano di qualche pubblico Notaio, e munite del sigillo di qualunque persona costituita di dignità ecclesiastica, si presti la fede medesima in tutti i luoghi ed in TUTTE LE NAZIONI, tanto in giudizio, quanto fuori di esso, quale si presterebbe ad esse presenti, se fossero esibite o mostrate. Dato in Roma presso S. Pietro sotto l'anello del Pescatore il giorno 26 Marzo del 1860 del Pontificato l'anno decimoquarto.
Pio Papa IX

24 set 2008

Urge leggere questo articolo
sul sito de ilsussidiario.net

Chiesa sotto attacco, non è novità, però...
C’è chi si aspetta che ogniqualvolta una di queste voci si esprime la Chiesa nella sua ufficialità debba intervenire. Bagnasco a questo ha detto no, sottolineando il fatto che ci troviamo di fronte a una sorta di ripetitività di questi attacchi, che non hanno, da qualche tempo a questa parte, nulla di particolarmente nuovo e originale. Si vanno ripetendo formule anticristiane un po’ scontate («ossificate», come ha detto Bagnasco), e che non meritano risposte volta per volta.
Uno stralcio:

C’è stato un passaggio nella prolusione di Bagnasco, poco ripreso dai giornali, su «un certo sguardo laico sulla Chiesa» e sulle «parzialità o l’ostinazione di taluni giudizi», rispetto ai quali la Chiesa non sempre ritiene di dover intervenire. Perché questo passaggio, e a cosa si riferiva in particolare Bagnasco?

Anch’io mi sono chiesto se vi fossero riferimenti precisi, che probabilmente ci sono; ma il testo della prolusione non è così chiaro da permettere di dire con certezza quali siano questi interventi. Di sicuro c’è un clima generale, che consiste in una sorta di martellamento abbastanza continuo da parte di voci laiche, sui media e nei libri, che attaccano abbastanza frontalmente la Chiesa. C’è chi si aspetta che ogniqualvolta una di queste voci si esprime la Chiesa nella sua ufficialità debba intervenire. Bagnasco a questo ha detto no, sottolineando il fatto che ci troviamo di fronte a una sorta di ripetitività di questi attacchi, che non hanno, da qualche tempo a questa parte, nulla di particolarmente nuovo e originale. Si vanno ripetendo formule anticristiane un po’ scontate («ossificate», come ha detto Bagnasco), e che non meritano risposte volta per volta.

Qualche esempio concreto si può fare?

Se si vuole esemplificare, non c’è dubbio che l’uscita in serie dei volumi di Corrado Augias, prima Inchiesta su Gesù e oggi Inchiesta sul cristianesimo sono parte di questo attacco; l’ateismo gridato e sicuramente greve di Piergiorgio Odifreddi è un’altra parte di questi attacchi; una certa linea insistente di un quotidiano come Repubblica rientra anch’essa nello stesso ambito. Queste le situazione principali che presumibilmente hanno indotto Bagnasco a fare questa sorta di chiarificazione generale. Un chiarificazione che oltretutto denota alla fin fine una certa tranquillità da parte della Chiesa gerarchica nei confronti di questa offensiva.

IL SANTO PADRE Benedetto XVI
Udienza Generale di mercoledì 24 settembre 2008


La nostra fede non nasce da un mito, né da un’idea, bensì dall’incontro con il Risorto, nella vita della Chiesa


“La nostra fede non nasce da un mito, né da un’idea, bensì dall’incontro con il Risorto, nella vita della Chiesa”. Con queste parole il Papa ha concluso oggi la catechesi dell’udienza generale, svoltasi in piazza S. Pietro alla presenza di circa 15 mila persone e dedicata alla “relazione” tra san Paolo e gli apostoli “che lo hanno preceduto nella sequela di Gesù”, che ha frequentato e “consultato” nei tre anni che seguirono l’episodio della conversione sulla via di Damasco. “Quanto più cerchiamo di rintracciare le orme di Gesù di Nazaret per le strade della Galilea – ha detto Benedetto XVI -tanto più possiamo comprendere che egli si è fatto carico della nostra umanità, condividendola in tutto, tranne che nel peccato”. Una convinzione, questa, sperimentata di persona e testimoniata dallo stesso Paolo, nell’”importanza” da lui attribuita alla “tradizione viva della Chiesa”. In questa prospettiva, ha puntualizzato il Santo Padre, è “errata la visione di chi attribuisce a Paolo l’invenzione del cristianesimo: prima di evangelizzare, ha incontrato Cristo sulla via di Damasco e frequentato nella Chiesa, osservandolo nella vita dei dodici e in coloro che l’hanno seguito sulle strade della Galilea”. “La risurrezione di Cristo incide sino al presente dell'esistenza dei credenti”, perché Cristo “è risuscitato e continua a vivere nell’Eucaristia e nella Chiesa”.

© Copyright Sir

In rete il testo integrale, amarelachiesa.blog per i cattolici

22 set 2008

Prolusione del Card. Bagnasco
Presidente della Cei, Prolusione al Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana
22 settembre 2008

amarelachiesa.blog segnala un testo base per i tempi attuali, indicazioni per i cattolici. Leggere con mente e cuore!

Concilio Vaticano II

2. Nel processo di autocoscienza della Chiesa, decisivo si è rivelato il concetto di comunione, che a sua volta esprime la peculiare unione che fa di tutte le membra un medesimo corpo, il Corpo mistico di Cristo. Il Concilio Vaticano II ha trovato qui la chiave di lettura per una rinnovata ecclesiologia cattolica, che è stata via via rilanciata e precisata dal successivo magistero pontificio, oltre che nel Sinodo straordinario del 1985, e in alcune messe a punto della Congregazione per la Dottrina della Fede (cfr specialmente Lettera ai Vescovi della Chiesa cattolica su alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione, 28 maggio 1992).

Libertà religiosa

Al punto 4 si legge:

... Ecco perché ci piacerebbe che dalla classe politica come da parte degli intellettuali e dell’opinione pubblica, venisse rivolta una nuova, vigorosa attenzione al tema della libertà religiosa quale caposaldo della civiltà dei diritti dell’uomo e come garanzia di autentico pluralismo e vera democrazia. Forse che, alla luce anche degli eventi più recenti, non ha ragione Alexis de Tocqueville ad asserire «che il dispotismo non ha bisogno della religione, la libertà e la democrazia sì» (in La democrazia in America, I,9)? La libertà religiosa infatti non è un optional più o meno gentile che gli Stati concedono ai cittadini più insistenti, né una concessione paternalisticamente riconducibile al principio della tolleranza. È piuttosto il caposaldo delle libertà...

in rete tutto il testo integrale, vedi anche il paparatzinger.blog nei link nostri

20 set 2008

20 settembre 1918
20 settembre 2008

90° delle Stimmate
di San p. Pio da Pietrelcina

Sebbene questa data ricordi anche la massonica data del 20 settembre presa di Porta Pia, noi cattolici contrapponiamo alla chiesa del demonio massonica, la data di SAN PIO da Pietrelcina, giorno di Grazie abbondanti!

amarelachiesa.blog

13 set 2008

11 set 2008

10 set 2008




Massoneria, laicismo e cattolicesimo

Intervista per ZENIT.org

Intervista a Manuel Guerra, autore di “La trama masónica”


BURGOS, giovedì, 31 maggio 2007 - È vero che esiste una cospirazione massonica? C'è compatibilità tra l'essere cattolici e l'essere massoni? Il Parlamento europeo è dominato da massoni? Sono domande che il professor Manuel Guerra, autore di venticinque libri sulle sette e altre questioni, si è posto e a cui ha cercato di rispondere nel libro “La trama masónica”.

Manuel Guerra Gómez (Villamartín de Sotoscueva, 1931) è laureato in filologia classica e in teologia patristica ed è membro della “Real Academia de Doctores de España”. E' stato, inoltre, Preside della Facoltà di Teologia del Nord della Spagna, nelle sedi di Burgos e Vitoria.

In una intervista a ZENIT, Manuel Guerra ha detto: “Il metodo massonico, strettamente legato alla concezione laicista, riflette il relativismo storico e conduce al relativismo socio-culturale promuovendolo”.

Si tratta di una leggenda la famosa cospirazione massonica

Guerra: Bisogna distinguere tra massoneria e massoni. La massoneria in quanto tale, in teoria non aspira al potere o almeno ad averlo al servizio dei propri principi e interessi.

Tuttavia, di fatto, i massoni sono presenti in quasi tutti gli organismi internazionali in cui vengono prese decisioni e nelle multinazionali che influiscono sul potere economico e politico.

È logico pensare che cerchino di far passare i loro principi ideologici (relativismo, laicismo, gnosticismo) ovunque si trovino e di irradiarli oltre il loro contesto.

D’altra parte, nel mondo anglosassone e nei Paesi nordici, in Turchia, ecc. non è che i massoni aspirino a detenere il potere, essi sono il potere.

Così, per esempio, il Sovrano del Regno Unito è anche il Gran Maestro della Grande Loggia Unita di Inghilterra (GLUI) e delle più di 150 Grandi Logge (una per ogni nazione e negli Usa una in ogni Stato). Nel 1995 la GLUI contava 750.000 membri appartenenti a 8.000 Logge sparse in tutto il mondo.

Inoltre, poiché vige la regola del segreto, non vi è modo di sapere per certo dove essi agiscono e fino a dove arrivi la loro influenza diretta e tanto meno quella indiretta.

Il Governo di Tony Blair ha promosso un movimento d’opinione che rivendica l’istituzione dell’obbligo per i massoni di dichiarare la propria appartenenza alla massoneria, soprattutto se sono funzionari dello Stato e soprattutto se operano nella giustizia e nella polizia. È encomiabile la risposta di più di 1.400 giudici inglesi che hanno dichiarato volontariamente la propria affiliazione alla massoneria. Evidentemente sono molti di più.

In seguito allo scandalo della Loggia segreta P2 di Licio Gelli, i funzionari italiani di determinati ambiti dell’amministrazione pubblica, se sono massoni, sono obbligati a dichiararlo, pena il rischio di perdere il proprio posto (legge della Regione Toscana del 1983).

Il famoso 60% di massoni nel Parlamento europeo è un dato che corrisponde alla realtà?

Guerra: Questo dato, o uno simile, è stato affermato da Josep Corominas, Gran Maestro della Gran Loggia di Spagna (GLE) fino al marzo del 2006. Il 9 febbraio del 2007 egli ha abbandonato la GLE, pur affermando di continuare ad essere massone e di voler essere considerato tale.

Si tratta di una nuova scissione che ha dato luogo ad una nuova Obbedienza massonica o di una sua incorporazione ad un altra già esistente? Di fatto tutte le proposte inerenti questioni familiari e di bioetica, in dissenso con la dottrina della Chiesa e persino con la legge naturale, sono state approvate dal Parlamento europeo. Si ricordi anche il caso dell’italiano Buttiglione che è stato respinto da una maggioranza laicista.

A Roma è appena terminato un Congresso durante il quale è stata ricordata l’incompatibilità tra cattolicesimo e massoneria, ed è stato lanciato un appello al dialogo con i massoni nelle questioni socio-culturali. Come può avvenire questo?

Guerra: Nonostante l’incompatibilità oggettiva tra massoneria e cattolicesimo, i cattolici possono dialogare con i massoni a vari livelli, salvo quello che la Santa Sede, consapevole dei rischi, si è riservata come sua competenza esclusiva: “Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito”, e ciò in linea con la Dichiarazione di questa S. Congregazione del 17 febbraio 1981 (Dichiarazione sulla massoneria, 26 novembre 1983; AAS 73, 1984, p. 100).

Occorre, inoltre, tenere conto della realtà e delle conseguenze del segreto massonico. Come si può dialogare con qualcuno che porta la maschera? Ciò nonostante è possibile dialogare su questioni socio-culturali. Sebbene le religioni e le ideologie finiscono per formare e conformare a sé anche le rispettive culture, esiste comunque sempre una base comune.

Il piano culturale, almeno in teoria, è un settore in cui è più facile dialogare, rispetto a quello specificamente religioso e ideologico. È più facile intraprendere un dialogo a livello interculturale (sulla povertà, l’alfabetizzazione, l’ambiente, la sanità, la globalizzazione, ecc.) che a livello interreligioso.

Tuttavia, persino su questo terreno, il dialogo con la massoneria incontra serie difficoltà, in quanto il laicismo massonico, aperto o nascosto, tende a porre ai margini la specificità religiosa, ciò che non è comune a tutte le religioni ed etiche, e tende a rinchiuderla, come agli “arresti domiciliari”, nel foro della coscienza personale e all’interno delle mura dei templi.

In questo senso, porta a cancellare le orme socio-culturali cristiane nei Paesi tradizionalmente cristiani, come per esempio i presepi o le rappresentazioni e i simboli del mistero del Natale (la stella cometa, i re magi, gli incensari per le strade durante le feste natalizie, ecc.).

La massoneria si sostituisce alla religione?

Guerra: La massoneria, in linea con uno dei suoi prodotti, la New Age, preferisce usare il termine “spiritualità”, che ha maggiore risonanza soggettivistica rispetto al termine “religione”.

I massoni si dicono cristiani e negano che la massoneria sia una religione. Se lo affermassero, dovrebbero riconoscere di appartenere a due religioni: quella cattolica e quella massonica.

Ma di fatto, almeno per molti, soprattutto per i massoni agnostici, deisti, la massoneria si sostituisce alla religione. Anzi, la massoneria è chiamata “religione” e talvolta “la religione” negli scritti massonici e dei massoni.

Come è riuscito ad avvicinarsi a questo mondo, se questo è un mondo segreto?

Guerra: Ho dedicato molte ore a studiare le costituzioni, i regolamenti e i rituali delle diverse Obbedienze o federazioni di Logge massoniche, nonché a conversare con massoni ed ex massoni in Spagna e in Messico, e a leggere libri sulla massoneria scritti da massoni e da non massoni.

In Messico, circa dieci anni fa, mi sono intrattenuto per due estati parlando quotidianamente sulla massoneria con professori universitari, massoni e non massoni. Ho dedicato i pomeriggi a visitare i centri di diverse sette, alcune delle quali paramassoniche, che si trovavano nella periferia urbana.

La massoneria è più un metodo che un contenuto?

Guerra: L’uomo, oltre a pensare, sente e immagina. I sentimenti e l’immaginazione possono provocare interferenze e perturbare la lucidità mentale. Ciò nonostante, le idee e le credenze orientano l’uomo; i principi creano e orientano le istituzioni umane. Ma per raggiungere l’obiettivo è necessario utilizzare il “metodo” adeguato.

La stessa etimologia greca di questa parola indica il “cammino” (odòs) che deve essere percorso per arrivare “al di là” (met´), ovvero alla meta. Nella massoneria, il metodo assurge alla più alta categoria e alla massima efficacia, poiché di fatto costituisce uno dei suoi “principi”, forse quello fondamentale, che sta alla base di tutti gli altri.

Proprio il metodo massonico costituisce uno dei motivi per cui la massoneria risulta essere incompatibile con la dottrina cristiana.

Il metodo massonico, strettamente legato alla concezione laicista, riflette il relativismo storico e conduce al relativismo socio culturale promuovendolo.

Alain Gérard, uno dei dirigenti del Grande Oriente di Francia riconosce che “la massoneria è solamente un metodo”. Secondo lui, un massone può avere “opinioni”, ovvero credenze proprie di una determinata religione, ma il metodo massonico lo obbliga a “porre in questione” le sue opinioni e ad accettare la possibilità che vengano dichiarate false o superate in una sintesi di ragioni più solide e con l’appoggio della maggioranza.

“Non esiste una vera discussione se prima si dichiara che, quale che sia il risultato della discussione, vi sono alcuni punti sui quali uno sarà sempre convinto di avere ragione”, afferma.

Da quì l’allergia massonica ai dogmi e alle religioni dogmatiche e rivelate, specialmente a quella cristiana.

Da ciò discende anche il fatto che i massoni tendano a considerare la democrazia come un’opera della massoneria e il metodo democratico (l’approvazione a maggioranza dei voti) come qualcosa di connaturato alla massoneria, la quale lo estende a tutte le realtà, compresa la stessa verità, il bene, ecc.

L’attuale Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, Jean Michel Quilardet, in una dichiarazione a “La Voz de Asturias” (20 gennaio 2007, Oviedo, Spagna) riconosce: “Si può pensare che esista una democrazia non laica (= non laicista, non massonica), ma a mio modo di vedere e secondo il mio pensiero, il laicismo è un progresso della democrazia”. Di conseguenza i democratici che non sono laicisti o massoni, se sono democratici, lo sono di serie b.

Tutto il testo sul web al sito ZENIT.org


04 set 2008


L'importante rivista
RELIGIONI e SETTE


Potete andare sul sito www.religioniesette.org ed abbonarvi a questa eccezionale rivista.
NON deve mancare al cattolico una esatta informazione, solitamente trascurata dai media, salvo caso raro che passa alle cronache.
In questo numero 1/2008 gli ATTI del Convegno su Chiesa cattolica e massoneria.
NESSUN legame Chiesa e massone, anzi! Per metterci in guardia dal calderone che vuole tutto relativo e identico!
248 pagine utilissime.

Un consiglio di amarelachiesa.blog

Noi stiamo con PAPARATZINGER.blog


paparatzinger-blograffaella.blogspot.com

Per contatti

Blog antologico - cattolico

Questo Blog e' un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul Blog, non ha che da darne avviso e sara' immediatamente eliminato. Si sottolinea inoltre che cio' che e' pubblicato sul Blog e' a scopo di approfondimento, di studio e non di lucro.

Art. 21 della Costituzione Italiana: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

Per qualsiasi suggerimento e collaborazione scrivete.

mail penitente@alice.it