21 mar 2008

Forme e gradi

della conversione.

dall’ENCICLOPEDIA DI APOLOGETICA – 5^ ed.

al lettore gli approfondimenti, amarelachiesa.blog

a) La conversione comincia da un punto privilegiato. - Individuale o collettiva, intima o istituzionale, la conversione può essere completa e incompleta. Indubbiamente comincerà con essere incompleta. Ciò che le manca dipende dal carattere del "invertito; quindi lo psicologo dovrà anche essere un caratterologo. Taluno potrà riconoscere la verità dei dommi senza nessuna emozione del cuore e senza nessun atto evangelico; tal'altro sarà conquiso da una sentimentalità vaga, che non lo interesserà né alle verità rivelate, né alle pratiche richieste; un terzo amerà il suo prossimo quasi come se stesso, ma verso Dio conserverà un agnosticismo che chiamerà rispetto, e un'aridità di cui si farà vanto, quasi fosse un rifiuto virile d'ogni sentimentalismo. Certamente una volta messo in opera un elemento del G. S. C, gli altri due elementi entreranno anch'essi a poco a poco in azione, in forza della loro unione sempre intima; inoltre i G. S. C. cristiani, cioè i misteri, sono nello stesso tempo luminosi allo spirito, sensibili al cuore e vivificanti per la volontà. Ma in generale l'agganciamento si fa in un punto solo. Il cristianesimo ha tre ingressi principali.

Però ogni ingresso si può biforcare, conducendo una via alla conversione totale, l'altra invece impantanandosi in una caricatura di conversione, e questo appunto occorre notare concretamente nei tre casi.

b) Ingresso per via dell'intelligenza. - Si è rimasti colpiti dalla dottrina e si vuole arricchire la propria conoscenza. Gli uni cercano di vivere le verità religiose e così, ad esempio, l'Incarnazione del Verbo non sarà soltanto un fatto deciso da tutta l'eternità e compiuto millenovecento anni fa nel seno della Vergine Maria: Gesù con la comunione in certo modo s'incarna in me, anzi allora io mi fondo in lui; però in qualunque maniera io interpreti il fatto, è l'unione della natura divina e della natura umana praticata invece di essere contemplata: qui è il vero passaggio, per la via del domma, a tutta quanta la vita cristiana. Qui però si può progredire meno santamente. Certi europei studieranno la storia del domma restando in una biblioteca; altri, non europei, che non hanno ricevuto con la nostra lingua la logica greco-latina, lavoreranno ad assimilarsi le nozioni fondamentali che la teologia ha aggiunto alla rivelazione: nozioni d'essenza e d'esistenza, di materia e di forma. In genere sono vicoli ciechi.
Ingresso per via della sensibilità. - Ci si sforzerà di trasformare in atti i sentimenti evangelici, la gioia d'essere poveri, di fare penitenza, di perdonare, di dimenticarsi, di convenirsi... È la via dell'arricchimento. Altri però snatureranno quest'insegnamento facendone un ascetismo musone o una pietà sfasata; oppure, anziché combattere i loro istinti, ne volgeranno l'ardore verso i nemici della Chiesa, sia per la polemica, sia per nuove guerre di religione.
c) Ingresso per via della volontà. -Si praticherà? Però ci sono due metodi: o praticare i precetti e i consigli evangelici in tutte le incidenze della vita familiare, professionale e civica, il che sarà il risultato di lunghi esercizi su una via per lo più fiancheggiata dalla preghiera e dai sacramenti; o praticare nel senso peggiorativo della parola, cioè andare spesso in chiesa, ma non riportarne nessuna chiarezza né alcun vigore per emendarsi: qui la pratica è sfigurata o è ridotta a vernice.

Così la preconversione richiederà postconversioni.

La conversione al cattolicesimo comporta un'esigenza speciale. - Nella forma che abbiamo schizzato, gli uni e gli altri avranno tuttavia lo stesso andamento, sia che si tratti del cattolicesimo, sia dell'ortodossia o del protestantesimo. In più il cattolicesimo esige l'ingresso nella Chiesa che è sua. Ora anche in questo stato si possono assumere vari atteggiamenti.

Il vero cattolico sa che la Chiesa, è un corpo, con Cristo per capo e di cui ciascuno di noi è un membro, un organo o una cellula, spedalizzato in questo o in quel ministero, da cui nessuno si può dispensare, membro o cellula che dal capo riceve la vita divina nella misura conveniente. Quindi la disciplina non consiste nel seguire ciecamente, pigramente e in modo incompleto gli ordini, ma nel permearsi sufficientemente delle intenzioni dei vicari di Gesù Cristo, per prendere iniziative che consistono semplicemente nel precedere gli ordini, perché si saranno meglio capiti. È questa la tesi dell'Azione Cattolica, com'è definita dagli ultimi papi.

Ma altri cattolici, meno consapevoli della vera natura della Chiesa, l'immaginano fatta sul calco delle società politiche che essi conoscono. Alcuni io essa vedono una monarchia assoluta, il che pare loro tanto più naturale, in quanto, essendo la verità rivelata, il potere può venire solo dall'alto; essi hanno quindi per la gerarchia un rispetto completamente passivo, attendendone le istruzioni per pensare, sentire, agire. Altri, convinti che la democrazia sarà il regime dell'avvenire, credono di fare un torto alla Chiesa quando non la rappresentano come una società democratica, credendo quindi giusto che una parrocchia o una diocesi sia amministrata non solo nella cassa, ma anche nell'insegnamento e nelle pie manifestazioni dei delegati dell'assemblea generale dei fedeli. A tali differenze s'aggiungono ineguaglianze. Si è convenuti quando ci si conforma ai precetti; Io si è di più quando si comincia a seguire i consigli, iniziando cosi un'ascensione illimitata: la psicologia della conversione è solo una prefazione alla psicologia della santità.

Cosi lo stesso cattolicesimo presenta molte varietà; fuori di esso le varietà sono ancora più numerose.

dall'ottimo sito Apologetica Cattolica

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