26 mar 2008

Dal CATECHISMO DELLA

CHIESA CATTOLICA

La penitenza interiore

1431 La penitenza interiore è un radicale nuovo orientamento di tutta la vita, un ritorno, una conversione a Dio con tutto il cuore, una rottura con il peccato, un'avversione per il male, insieme con la riprovazione nei confronti delle cattive azioni che abbiamo commesse. Nello stesso tempo, essa comporta il desiderio e la risoluzione di cambiare vita con la speranza nella misericordia di Dio e la fiducia nell'aiuto della sua grazia. Questa conversione del cuore è accompagnata da un dolore e da una tristezza salutari, che i Padri hanno chiamato « animi cruciatus [afflizione dello spirito] », « compunctio cordis [contrizione del cuore] ».

1436 Eucaristia e Penitenza. La conversione e la penitenza quotidiane trovano la loro sorgente e il loro alimento nell'Eucaristia, poiché in essa è reso presente il sacrificio di Cristo che ci ha riconciliati con Dio; per suo mezzo vengono nutriti e fortificati coloro che vivono della vita di Cristo; essa « è come l'antidoto con cui essere liberati dalle colpe di ogni giorno e preservati dai peccati mortali ».

21 mar 2008

Forme e gradi

della conversione.

dall’ENCICLOPEDIA DI APOLOGETICA – 5^ ed.

al lettore gli approfondimenti, amarelachiesa.blog

a) La conversione comincia da un punto privilegiato. - Individuale o collettiva, intima o istituzionale, la conversione può essere completa e incompleta. Indubbiamente comincerà con essere incompleta. Ciò che le manca dipende dal carattere del "invertito; quindi lo psicologo dovrà anche essere un caratterologo. Taluno potrà riconoscere la verità dei dommi senza nessuna emozione del cuore e senza nessun atto evangelico; tal'altro sarà conquiso da una sentimentalità vaga, che non lo interesserà né alle verità rivelate, né alle pratiche richieste; un terzo amerà il suo prossimo quasi come se stesso, ma verso Dio conserverà un agnosticismo che chiamerà rispetto, e un'aridità di cui si farà vanto, quasi fosse un rifiuto virile d'ogni sentimentalismo. Certamente una volta messo in opera un elemento del G. S. C, gli altri due elementi entreranno anch'essi a poco a poco in azione, in forza della loro unione sempre intima; inoltre i G. S. C. cristiani, cioè i misteri, sono nello stesso tempo luminosi allo spirito, sensibili al cuore e vivificanti per la volontà. Ma in generale l'agganciamento si fa in un punto solo. Il cristianesimo ha tre ingressi principali.

Però ogni ingresso si può biforcare, conducendo una via alla conversione totale, l'altra invece impantanandosi in una caricatura di conversione, e questo appunto occorre notare concretamente nei tre casi.

b) Ingresso per via dell'intelligenza. - Si è rimasti colpiti dalla dottrina e si vuole arricchire la propria conoscenza. Gli uni cercano di vivere le verità religiose e così, ad esempio, l'Incarnazione del Verbo non sarà soltanto un fatto deciso da tutta l'eternità e compiuto millenovecento anni fa nel seno della Vergine Maria: Gesù con la comunione in certo modo s'incarna in me, anzi allora io mi fondo in lui; però in qualunque maniera io interpreti il fatto, è l'unione della natura divina e della natura umana praticata invece di essere contemplata: qui è il vero passaggio, per la via del domma, a tutta quanta la vita cristiana. Qui però si può progredire meno santamente. Certi europei studieranno la storia del domma restando in una biblioteca; altri, non europei, che non hanno ricevuto con la nostra lingua la logica greco-latina, lavoreranno ad assimilarsi le nozioni fondamentali che la teologia ha aggiunto alla rivelazione: nozioni d'essenza e d'esistenza, di materia e di forma. In genere sono vicoli ciechi.
Ingresso per via della sensibilità. - Ci si sforzerà di trasformare in atti i sentimenti evangelici, la gioia d'essere poveri, di fare penitenza, di perdonare, di dimenticarsi, di convenirsi... È la via dell'arricchimento. Altri però snatureranno quest'insegnamento facendone un ascetismo musone o una pietà sfasata; oppure, anziché combattere i loro istinti, ne volgeranno l'ardore verso i nemici della Chiesa, sia per la polemica, sia per nuove guerre di religione.
c) Ingresso per via della volontà. -Si praticherà? Però ci sono due metodi: o praticare i precetti e i consigli evangelici in tutte le incidenze della vita familiare, professionale e civica, il che sarà il risultato di lunghi esercizi su una via per lo più fiancheggiata dalla preghiera e dai sacramenti; o praticare nel senso peggiorativo della parola, cioè andare spesso in chiesa, ma non riportarne nessuna chiarezza né alcun vigore per emendarsi: qui la pratica è sfigurata o è ridotta a vernice.

Così la preconversione richiederà postconversioni.

La conversione al cattolicesimo comporta un'esigenza speciale. - Nella forma che abbiamo schizzato, gli uni e gli altri avranno tuttavia lo stesso andamento, sia che si tratti del cattolicesimo, sia dell'ortodossia o del protestantesimo. In più il cattolicesimo esige l'ingresso nella Chiesa che è sua. Ora anche in questo stato si possono assumere vari atteggiamenti.

Il vero cattolico sa che la Chiesa, è un corpo, con Cristo per capo e di cui ciascuno di noi è un membro, un organo o una cellula, spedalizzato in questo o in quel ministero, da cui nessuno si può dispensare, membro o cellula che dal capo riceve la vita divina nella misura conveniente. Quindi la disciplina non consiste nel seguire ciecamente, pigramente e in modo incompleto gli ordini, ma nel permearsi sufficientemente delle intenzioni dei vicari di Gesù Cristo, per prendere iniziative che consistono semplicemente nel precedere gli ordini, perché si saranno meglio capiti. È questa la tesi dell'Azione Cattolica, com'è definita dagli ultimi papi.

Ma altri cattolici, meno consapevoli della vera natura della Chiesa, l'immaginano fatta sul calco delle società politiche che essi conoscono. Alcuni io essa vedono una monarchia assoluta, il che pare loro tanto più naturale, in quanto, essendo la verità rivelata, il potere può venire solo dall'alto; essi hanno quindi per la gerarchia un rispetto completamente passivo, attendendone le istruzioni per pensare, sentire, agire. Altri, convinti che la democrazia sarà il regime dell'avvenire, credono di fare un torto alla Chiesa quando non la rappresentano come una società democratica, credendo quindi giusto che una parrocchia o una diocesi sia amministrata non solo nella cassa, ma anche nell'insegnamento e nelle pie manifestazioni dei delegati dell'assemblea generale dei fedeli. A tali differenze s'aggiungono ineguaglianze. Si è convenuti quando ci si conforma ai precetti; Io si è di più quando si comincia a seguire i consigli, iniziando cosi un'ascensione illimitata: la psicologia della conversione è solo una prefazione alla psicologia della santità.

Cosi lo stesso cattolicesimo presenta molte varietà; fuori di esso le varietà sono ancora più numerose.

dall'ottimo sito Apologetica Cattolica

18 mar 2008

FraMassoni

vade retro!!!



amarelachiesa.blog propone questa riflessione

di Corrado Penitente

Anima : c'è non c'è?
Cruccio massonico


Sotto sotto anche loro hanno paura. E sì, e se poi hanno ragione le 'Gerarchie'? Se ci fosse un aldilà? Poveri framassoni!
Stanno battendo il chiodo sull'anima. Non ostante la posizione del Magistero e la Dottrina della Chiesa, fondata su Gesù il Cristo sia chiara come l'acqua più limpida, come l'anima più virtuosa.
Già anni fa lo psicologo-archetipico - come egli si definisce - James Hillman scrisse un libro dal titolo "Il destino dell'anima"; qualche tempo fa è uscito "L'anima e il suo destino": vista la congruenza sanremica almeno c'è il 'fuori classifica' per il titolo.
La Chiesa ha apertamente detto la sua sul libro del teologo Mancuso, e quindi da cattolico mi affido al suo altissimo Magistero.
L'uomo non è Dio. L'uomo non è un dio: Benson docet ma, temendolo ignorano!
E' inutile girare la polenta: l'uomo non è un dio. Solo Dio E'. Ed è inutile attaccarsi, chissà mai sempre perchè, a San Francesco: tutti i buonisti, arcobalenisti, catto-comunisti si attaccano per difendere le loro tesi al Santo di Assisi, compiendo grande atto almeno d'eresia! (Sempre che si intenda il significato di eretico).
Ma la guerra della cricca massonica, in prima fila quella italica, contro gesuiti, preti, il Vaticano stesso, Osservatore Romano etc, etc. continua subdola sfruttando ogni anfratto del 'pubblico', in effetti lo spirito e padrone del mondo è il demonio Satana stesso e quindi pervadendo pervade!
Che cos'è l'anima? L'anima è la parte spirituale dell'uomo, per cui egli vive, intende ed è libero, e perciò capace di conoscere, amare e servire Dio.
L
e due principali facoltà dell'anima sono intelligenza e libera volontà.
Ai cattolici ricordo la formula del Catechismo di S. Pio X. la n.247:
Come si dà prova della fede?
S
i dà prova della fede confessandola e difendendola, quando occorra, senza timore e senza rispetto umano, e vivendo secondo le sue massime: "La fede senza le opere è morta" (Giacomo 2, 26).
O
ccorre difendere la fede pubblicamente contro chi la nega, ne dice male, la bestemmia.
Ma, la miglior prova della nostra fede è la condotta.


L'Anticristo si nasconde in molte sfaccettature


Un testo importante! amarelachiesa.blog propone questa riflessione!
Al lettore l'approfondimento, nel web l'intero volume.

AGOSTINO LÉMANN

CAN. ONOR. DELLA PRIMAZIALE DI LIONE

, PROF. DI S. SCRITTURA E DI LINGUA EBRAICA

PRESSO LA FACOLTÀ CATTOLICA

L'ANTICRISTO

Unica traduzione approvata dall'Autore

del

Can. BENEDETTO NERI

TORINO

TIPOGRAFIA PONTIFICIA E DELLA S. C. DEI RITI

CAV. PIETRO MARIETTI - EDITORE

__

1919


...... L'Anticristo! ecco dove finirà l'apostasia, allorchè avrà raggiunto in estensione e perversità il grado assegnatole dalla pazienza divina.

Ma le parole di Pio X lascerebbero forse intendere che F Anticristo sarebbe già nel mondo? Non si potrebbe affermarlo con certezza. Esso devonsi veramente interpretare secondo i testi seguenti di san Giovanni: "Siccome udiste che l'Anticristo viene, anche adesso molti sono diventati anticristi". - "Qualunque spirito che divida Gesù, non è da Dio: e questi è un Anticristo, il quale avete udito che viene, e già fin d'adesso è nel mondo". - "Molti impostori sono usciti pel mondo, i quali non confessano che Gesù Cristo sia venuto nella carne: questi tali sono impostori ed Anticristi".

Come nel passato il vero Cristo, Signor nostro, ha avuto dei precursori, che erano suoi tipi e figure profetiche: Abele, Isacco, Giuseppe, Davide, Giona ecc.; così per una permissione divina, l'Anticristo ha pure i suoi: Antioco Epifane, Nerone, Diocleziano, Galerio, Giuliano Apostata, Maometto, ecc. Ai nomi di questi precursori nel passato, altri se ne potrebbero aggiungere nel presente. Ma ciò che v'ha di doloroso e di grave si è che la società umana, incredula ed ostile, si trasforma essa medesima, secondo l'osservazione di Pio X, in vero Anticristo.

"Tanta è l'audacia e l'ira con cui si perseguita da per tutto la religione, si combattono i dogmi della fede, e si adopera sfrontatamente a sterpare, ad annientare ogni rapporto dell'uomo colla Divinità! In quella vece, ciò che appunto, secondo il dire del medesimo Apostolo, è il carattere proprio dell'Anticristo, l'uomo stesso, con infinita temerità, si è posto in luogo di Dio, sollevandosi sopra tutto ciò che chiamasi Iddio; per modo che, quantunque non possa spegnere, interamente in sè stesso ogni notizia di Dio, pure manomessa la maestà di Lui, ha fatto dell'universo quasi un tempio a sè medesimo per esservi adorato. Si asside nel tempio di Dio mostrandosi quasi fosse Dio". Così si è espresso Pio X.

Nei secoli passati, soltanto alcuni uomini perversi o sétte nefaste avevano rappresentato l'Anticristo: ai giorni nostri, è l'uomo in generale, è l'umanità ribelle che prende posto accanto agli antichi Anticristi, preparando l'Anticristo straordinario, l'Anticristo propriamente detto.

È, infatti, manifestamente annunziato questo Anticristo propriamente detto. Se, ne' testi citati più sopra, S. Giovanni non si occupa che degli uomini perversi, i quali, animati dallo spirito dell'Anticristo, possono essere considerati come suoi precursori e meritano di portarne il nome, egli lascia intendere, come pure Pio X, che verso la fine del mondo, qualcuno sorgerà ad esser l'avversario accanito di nostro Signore, suo rivale, secondo la parola Anticristo, che vuol dire contro il Cristo, avversario di Cristo.

Chi sarà dunque quest'empio misterioso di cui certi uomini perversi non sarebbero stati che pallide figure?.........

... Poichè l'apostasia deve essere il mezzo preparatorio alla venuta dell'Anticristo, e il flagello più formidabile che metterà in iscompiglio, il mondo; non è dunque chiaro che abbiamo da lottare per respingerlo, sforzandoci di ricondurre a Gesù Cristo e alla chiesa le nazioni, le famiglie, gli individui, che se ne son separati o minacciano di farlo? Il vento d'acciecamento e di defezione che trasporta già una parte della società e la vuol laicizzata, ossia sottratta al Vangelo e alla Chiesa, forse è passeggero, avendo Dio fatto sanabili le nazioni. L'idea cristiana può anche ora rallegrare, imbalsamare e vivificare il mondo come per il passato. Non bisogna dunque scoraggiarsi.

Tutt'altro! bisogna mettersi risolutamente all'opera e mettervisi con confidenza e generosità. Leone XIII non ne dette l'esempio e Pio X non lo dà attualmente?

Che non fece Leone XIII per rattenere gli individui e le nazioni sul baratro fatale dell'apostasia? Limitiamoci alle nazioni.

Tutta la politica religiosa di quel gran Papa sembra essersi ispirata a quella esortazione di S. Paolo: "Chi or lo rattiene, lo rattenga, fino che sia levato di mezzo: Qui tenet nunc, retineat, donec de medio fiat"........

05 mar 2008



VESCOVO DI ROMA

VICARIO DI GESÙ CRISTO

SUCCESSORE DEL PRINCIPE DEGLI APOSTOLI
SOMMO PONTEFICE DELLA CHIESA UNIVERSALE
PATRIARCA DELL’OCCIDENTE
PRIMATE D’ITALIA
ARCIVESCOVO E METROPOLITA DELLA PROVINCIA ROMANA
SOVRANO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

SERVO DEI SERVI DI DIO

JOSEPH RATZINGER

nato in Marktl am Inn,
Diocesi di Passau (Germania),
il 16 aprile 1927;

ordinato Sacerdote il 29 giugno 1951;

eletto a München und Freising il 25 marzo 1977
e consacrato il 28 maggio 1977;

creato e pubblicato Cardinale
nel Concistoro del 27 giugno 1977.

Seguirono in Roma, nel 2005

la Sua elezione al Pontificato: 19 aprile

l'inizio solenne del Suo ministero
di Pastore Universale della Chiesa: 24 aprile



amarelachiesa.blog propone un piccolo brano, al cattolico l'approfondimento

dall' OMELIA DI BENEDETTO XVI

DURANTE LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA E

L’INSEDIAMENTO SULLA CATHEDRA ROMANA

IN SAN GIOVANNI IN LATERANO

07 maggio 2005

... Il Vescovo di Roma siede sulla sua Cattedra per dare testimonianza di Cristo. Così la Cattedra è il simbolo della potestas docendi, quella potestà di insegnamento che è parte essenziale del mandato di legare e di sciogliere conferito dal Signore a Pietro e, dopo di lui, ai Dodici. Nella Chiesa, la Sacra Scrittura, la cui comprensione cresce sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, e il ministero dell’interpretazione autentica, conferito agli apostoli, appartengono l’una all’altro in modo indissolubile. Dove la Sacra Scrittura viene staccata dalla voce vivente della Chiesa, cade in preda alle dispute degli esperti. Certamente, tutto ciò che essi hanno da dirci è importante e prezioso; il lavoro dei sapienti ci è di notevole aiuto per poter comprendere quel processo vivente con cui è cresciuta la Scrittura e capire così la sua ricchezza storica. Ma la scienza da sola non può fornirci una interpretazione definitiva e vincolante; non è in grado di darci, nell’interpretazione, quella certezza con cui possiamo vivere e per cui possiamo anche morire. Per questo occorre un mandato più grande, che non può scaturire dalle sole capacità umane. Per questo occorre la voce della Chiesa viva, di quella Chiesa affidata a Pietro e al collegio degli apostoli fino alla fine dei tempi.

Questa potestà di insegnamento spaventa tanti uomini dentro e fuori della Chiesa...




01 mar 2008

TERZO SEGRETO
e FATIMA

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Una bella uscita editoriale, di un argomento delicatissimo ma con un criterio, dell'autore, che è oggettivo, organico, storico e diacronico.
Il pregio primo è che questa uscita dell'agevole libro avviene per una piccola 'editrice': visto l'argomento cioè la "risposta" ai quesiti del libro del cardinal Bertone sulla Veggente di Fatima e relativo Terzo segreto è un'operazione veramente da lodare, per l'audacia delle verità presentate a confutazione e perchè proprio di verità e giusto si tratta.
E' da dire anche che per capire questo testo è indispensabile aver letto almeno altri quattro testi:

  • - Il Messaggio di Fatima delle Editrici Vaticane 2000 il testo Ufficiale dello 'svelamento'
  • - Fatima. Non disprezzate le profezie Solideo Paolini 2005
  • - Il quarto segreto di Fatima di Antonio Socci 2006
  • - L'ultima veggente di Fatima intervista al card. Bertone 2007
Infatti qui Paolini, punto per punto risponde e fa domande, circa la non credibile tesi della 'rivelazione' completa del Terzo segreto fatimita, di suor Lucia.
Personalmente mi sento molto vicino alle argomentazioni chiare e precise del Paolini, e quindi la presa di petto da parte dell'emin.mo card. Bertone suona perlomeno stonatissima.
Il fatto increscioso dell'Urbaniana parla da solo e chi non sa a cosa mi riferisco faccia una semplice ricerca su internet su card. Bertone, Socci, Paolini, Urbaniana Roma e capirà.

Da parte mia vi consiglio di leggere i libri succitati, e poi trarrete le vostre conclusioni.


Umberto Battini


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