05 dic 2007

A PROPOSITO DI BENEDIZIONI

CONGREGAZIONE DEL CULTO DIVINO


Prot. n. 1200/84

D E C R E T O


Le celebrazioni delle benedizioni occupano un posto particolare fra i sacramentali che la Chiesa ha istituito per il bene pastorale del popolo di Dio. Come azioni liturgiche, queste celebrazioni portano i fedeli a lodare Dio e li dispongono a conseguire l'effetto precipuo dei Sacramenti e a santificare le varie circostanze della vita.

Prescrivendo la revisione dei Sacramentali, il Concilio ecumenico Vaticano II stabilì che nella loro celebrazione si curasse in modo tutto particolare la partecipazione consapevole, attiva e facile dei fedeli e che i sacramentali stessi venissero sfrondati di quegli elementi che con l'andar del tempo ne avessero resa in qualche modo meno chiara la natura e il fine.

Il Concilio stabilì inoltre che le benedizioni riservate fossero pochissime, unicamente in favore dei Vescovi o degli Ordinari, e che si provvedesse opportunamente che alcuni sacramentali, almeno in circostanze particolari e a giudizio dell'Ordinario, potessero venir amministrati da laici dotati di specifiche qualità.

In base a tali direttive, questa Congregazione per il Culto divino ha preparato un nuovo titolo del Rituale Romano, che il Sommo Pontefice GIOVANNI PAOLO II con la sua autorità Apostolica ha approvato, ordinandone la promulgazione.

Pertanto la stessa Congregazione, su speciale mandato del Sommo Pontefice, promulga l'Ordo Benedictionum che, nella sua stesura latina, entrerà in vigore appena pubblicato; per quanto riguarda invece le lingue nazionali, l'entrata in vigore del Rituale avverrà dopo che la Sede Apostolica ne avrà revisionato le traduzioni, a cominciare dal giorno che sarà stabilito dalle Conferenze Episcopali.

Nonostante qualunque cosa in contrario.

Dalla sede della Congregazione per il Culto divino,
31 maggio 1984.

Dio è benedetto e benedice

6. A sua volta Dio, dal quale discende ogni benedizione, già fin d'allora concesse che specialmente i patriarchi, i re, i sacerdoti, i leviti, i genitori11 innalzassero al suo nome lodi e benedizioni e in nome suo trasmettessero le benedizioni divine agli uomini e alle cose create.
Quando Dio o direttamente o per mezzo di altri benedice, sempre viene assicurato il suo aiuto, annunziata la sua grazia, proclamata la sua fedeltà all'alleanza sancita. E quando sono gli uomini a benedire, essi lodano Dio e inneggiano alla sua bontà e misericordia.
Dio infatti benedice comunicando o preannunziando la sua bontà. Gli uomini benedicono Dio proclamando le sue lodi, rendendo a lui grazie, tributandogli il culto e l'ossequio della loro devozione; quando poi benedicono gli altri, invocano l'aiuto di Dio sui singoli e su coloro che sono riuniti in assemblea .

Il senso delle benedizioni

11. Convinta come è di questa verità, la Chiesa vuole che la celebrazione di una benedizione torni veramente a lode ed esaltazione di Dio e sia ordinata al profitto spirituale del suo popolo.
E perché questa finalità risulti più evidente, per antica tradizione le formule di benedizione hanno soprattutto lo scopo di rendere gloria a Dio per i suoi doni, chiedere i suoi favori e sconfiggere il potere del maligno nel mondo.


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