10 dic 2007


Liberi muratori e fratelli d’Italia

Massoni in Tv per nulla far comprendere anzi…

di Umberto Battini

Dopo le varie puntate mirate a presentare al pubblico catto-comunista (ogni cosa ha il suo nome) varie pubblicazioni contro la religione e soprattutto la Chiesa – vedi p. Pio ma non solo, le puntate sono lì su internet consultabili quindi nero su bianco -, nella puntata di Le storie di Augias su rai3 di lunedì 10 dicembre si parla si massoneria con l’attuale gran maestro del Grande oriente d’Italia l’avvocato Raffi e con il giornalista Ferruccio Pinotti autore di un bel libro sugli intrecci massoni-potere titolato “Fratelli d’Italia” edizioni Bur.

Guarda caso, non ostante le buone argomentazioni portate dal giornalista e scrittore tutto scorre senza nulla di concreto, come anche il pubblico dirà, anzi rimanendo ancor più confusi sulla questione.

Augias non ce la mette tutta nel porre domande scomode al gran capo massone, cosa che invece non fa quando tratta argomenti contrari alla Chiesa cattolica, e chissà perché!

Ad esempio circa massoneria e Chiesa cattolica si glissa arrivando a concludere che è problema della Chiesa, loro cioè ‘i massoni’ essendo liberissimi e democraticissimi sono povere vittime dell’intolleranza cattolica.

E non si ricordano i motivi seri per i quali la Chiesa cattolica ancora oggi, adesso, non ammette nessuna compatibilità con la massoneria, anzi con nessun tipo di massoneria: c’è incompatibilità assoluta ed anzi gli iscritti a questa associazione sono anche esclusi dalla santa comunione, è loro proibito accostarsi al Santissimo Sacramento!

Prendetevi la briga di leggere le poche pagine con gli argomenti proposti che seguono a queste mie righe, e ricordate che sul web c’è a disposizione tutto il materiale cattolico per comprendere, soprattutto quello del Gris.

DICHIARAZIONE SULLA MASSONERIA
SACRA CONGREGATIO PRO DOCTRINA FIDEI

E' stato chiesto se sia mutato il giudizio del Chiesa nei confronti della massoneria per il fatto che nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene espressamente menzionata come nel Codice anteriore. Questa Congregazione è in grado di rispondere che tale circostanza è dovuta a un criterio redazionale seguito anche per altre associazioni ugualmente non menzionate in quanto comprese in categorie più ampie. Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione. Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito, e ciò in linea con la Dichiarazione di questa S. Congregazione del 17 febbraio 1981. Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato la presente Dichiarazione, decisa nella riunione ordinaria di questa S. Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione. Roma, dalla Sede della S. Congregazione per la Dottrina della Fede, il 26 novembre 1983. Joseph Card. RATZINGER, Prefetto

UFFICIO STAMPA GRIS

COMUNICATO STAMPA

Etica e correttezza della Comunicazione

Convegno 1 marzo 2007

Chiesa Cattolica e massoneria

Non è la prima volta che l‘informazione giornalistica sia di agenzie che di quotidiani si manifesti scorretta dando interpretazioni arbitrarie, imprecise o addirittura false come spesso accade per i messaggi del Santo Padre. Questo è accaduto anche con il convegno “Chiesa Cattolica e massoneria” avvenuto giovedì 1 marzo, infatti su di esso sono state riportate notizie imprecise, di libera interpretazione e di completa omissione, come la mancata citazione della relazione di padre Luigi Iammarrone “filosofia della massoneria”.

Per entrare nel merito dei temi affrontati al convegno faccio presente che Padre Suchecki ha spiegato molto bene, in una relazione di ventisette pagine, quali sono le motivazioni

dell’incompatibilità che sono state confermate da tutti i relatori e che si possono riassumere brevemente con alcune parole di S.E. Mons. Girotti che dopo aver citato la Dichiarazione sulla Massoneria della Congregazione per la Dottrina della Fede approvata nel 1983 da Papa Giovanni Paolo II, afferma: “… Il giudizio negativo della Chiesa nei confronti della massoneria è stato sempre ispirato da ragioni pratiche e dottrinali. La Chiesa non ha giudicato la massoneria responsabile solo di attività sovversiva nei suoi confronti, ma fin dai primi documenti pontifici ha denunciato nella massoneria idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica, in

quanto essenzialmente si riconducevano ad un naturalismo razionalista, ispiratore dei suoi piani e delle sue attività contro la Chiesa”.

Idee filosofiche e concezioni morali che Padre Zbigniew spiega: “ Motivi

dell’incompatibilità :

1. La visione che i liberi muratori hanno del mondo.

La visione del mondo dei liberi muratori non è fissata in modo vincolante. Prevale la tendenza umanitaria ed etica. I libri rituali, contenenti testi stabiliti, con le loro parole ed azioni simboliche offrono un quadro di rappresentazioni, in cui il singolo libero massone può inserire le sue concezioni personali. Non si costata l’esistenza di una ideologia comune vincolante. Invece, il relativismo appartiene alle convinzioni fondamentali dei liberi massoni.

Un soggettivismo di questo genere non si può armonizzare con la fede nella parola di Dio rivelata e autenticamente interpretata dal Magistero della Chiesa. Inoltre genera una disposizione di fondo che mette in pericolo l’atteggiamento del cattolico verso le parole e le azioni della viva realtà sacramentale e sacra della Chiesa.

2.. Il concetto di verità della Libera muratoria

I liberi muratori negano la possibilità di una conoscenza oggettiva della verità.

La relatività di ogni verità rappresenta la base della Libera muratoria. Poiché il libero massone rifiuta ogni fede nei dogmi, egli non ammette alcun dogma anche nella sua Loggia

Dal libero massone si esige quindi che sia un uomo libero, che «non conosce alcuna sottomissione a dogma e passione»

Ciò alimenta il rifiuto, per principio, di tutte le posizioni dogmatiche, che si esprime nella proposizione del Lessico dei liberi massoni: «Tutte le istituzioni a fondamento dogmatico, la più eminente delle quali può essere considerata la Chiesa Cattolica, esercitano coercizione alla fede»

Un tale concetto di verità non è compatibile con il concetto cattolico di verità, né dal punto di vista della teologia naturale, né da quello della teologia della rivelazione.

3. Il concetto di religione dei liberi muratori

La concezione della religione dei liberi muratori è relativista: tutte le religioni sono tentativi concorrenti ad esprimere la verità divina, che in ultima analisi è irraggiungibile. A questa verità divina, infatti, è adeguato solo il linguaggio dei simboli massonici, linguaggio dai molti significati lasciato alla capacità di interpretazione del singolo massone. Non per nulla la disputa su argomenti religiosi all’interno della loggia è strettamente vietata ai suoi appartenenti. Negli Antichi Doveri del 1723, sotto il punto I, si afferma: «Il

massone, come massone, è tenuto ad obbedire alla legge morale; se egli comprende l’Arte rettamente, non sarà uno sfrontato negatore di Dio, né un libertino sfrenato. In tempi antichi, i massoni erano obbligati in

ogni Paese ad appartenere alla religione in vigore nel loro Paese o popolo, ma oggi si ritiene più opportuno obbligarli solo alla religione in cui tutti gli uomini concordano, e lasciare ad ognuno le sue particolari convinzioni».

Il concetto della religione «in cui tutti gli uomini concordano», implica una visione relativistica della

religione, che non può coincidere con la convinzione fondamentale del cristianesimo.

4. Il concetto di Dio dei liberi muratori

Al centro dei Rituali si trova il concetto del «Grande Architetto dell’Universo». Nonostante la

manifestazione di buona volontà nel tentativo di abbracciare ogni religione, si tratta di una concezione di stampo deistico.

In tale contesto non vi è alcuna conoscenza obiettiva di Dio nel senso del concetto personale di Dio del teismo. Il «Grande Architetto dell’Universo» è un «Esso» neutrale, indefinito e aperto ad ogni possibile comprensione. Ognuno può immettervi la propria concezione di Dio, il cristiano come il musulmano, il confuciano come l’animista o l’appartenente a qualsiasi religione. L’Architetto dell’Universo non è per i liberi massoni un essere nel senso di un Dio personale; perciò, per il riconoscimento dell’»Architetto dell’Universo» basta ad essi un arbitrario sentimento religioso.

Questa rappresentazione di un Architetto universale che troneggia in una lontananza deistica mina i fondamenti della concezione di Dio dei cattolici e della loro risposta al Dio che li interpella come Padre e Signore.

5. Il concetto di Dio dei liberi muratori e la Rivelazione

La visione di Dio della Libera muratoria non permette di pensare ad una rivelazione di Dio, come avviene nella fede e nella tradizione di tutti i cristiani. Anzi, con la concezione del «Grande Architetto dell’Universo», il rapporto con Dio viene riportato su posizioni predeistiche.

Analogamente, l’esplicita derivazione del cristianesimo dalla religione originaria astrale dei babilonesi e dei sumeri sta in piena contraddizione con la fede nella Rivelazione

6. L’idea di tolleranza dei liberi muratori

Da questo concetto di verità deriva anche l’idea di tolleranza specifica della Libera muratoria. Per

tolleranza, il cattolico intende la comprensione dovuta agli altri uomini. Invece fra i liberi muratori regna la tolleranza nei confronti delle idee, per quanto queste possano essere opposte fra loro.

Un’idea di tolleranza di questo genere scuote l’atteggiamento di fedeltà del cattolico alla sua fede e al riconoscimento del Magistero ecclesiastico.

7. Le azioni rituali dei liberi muratori

I tre Rituali dei gradi di Apprendista, Compagno e Maestro sono stati discussi nel corso di ampi colloqui e spiegazioni. Queste azioni rituali manifestano, nelle parole e nei simboli, un carattere simile a quello dei sacramenti. Esse suscitano l’impressione che, in tali circostanze, con azioni simboliche, si operi obiettivamente qualcosa che trasformi l’uomo. Il contenuto è un’iniziazione simbolica dell’uomo che, pertutti i suoi caratteri, sta in chiara concorrenza con la sua trasformazione sacramentale.

8. Il perfezionamento dell’uomo

Secondo quanto appare dai Rituali, scopo ultimo della Libera muratoria è di migliorare l’uomo al

massimo grado dal punto di vista etico e spirituale.

A questo proposito non si è potuto superare il dubbio che il perfezionamento etico venga assolutizzato e talmente separato dalla grazia, che non rimanga più spazio alcuno per la giustificazione dell’uomo secondo la concezione cristiana.

9. La spiritualità dei liberi muratori

La libera muratoria si presenta ai suoi membri con una pretesa di totalità, che richiede un’appartenenza per la vita e per la morte.

In questa pretesa di totalità diviene particolarmente evidente l’inconciliabilità della Libera muratoria e della Chiesa cattolica.

Chiaro ed evidente è la presenza del relativismo in ogni ambito.

“Le opposizioni indicate toccano i fondamenti dell’esistenza cristiana. Gli esami approfonditi dei Rituali e del mondo spirituale massonico mettono in chiaro che l’appartenenza contemporanea alla Chiesa cattolica e alla libera muratoria è esclusa.”

Anche le affermazioni del Gran Maestro Venzi, durante il convegno, hanno confermato

quanto possa essere difficile e complesso il rapporto tra Massoneria e Chiesa Cattolica. La Chiesa, tra l’altro, quando parla di inconciliabilità fa riferimento alle varie associazioni massoniche e non solo alle massonerie irregolari. Infatti, il documento del 1983, giunge dopo incontri dialogici e studi approfonditi, durati sei anni, da parte della Conferenza Episcopale Tedesca, su documenti

forniti da rappresentanti delle Gran Logge Unite di Germania (cioè della Massoneria regolare). Nella Dichiarazione del 1983 viene ribadito il giudizio negativo nei confronti della Massoneria:

«rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni

massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita». Un faticoso e minuzioso esame dell’appartenenza contemporanea alla Chiesa cattolica e alla Libera muratoria, svolto in Germania per incarico della Conferenza Episcopale Tedesca e delle Grandi Logge Unite di Germania, durato sei anni, dimostrò senza equivoci l’inconciliabilità dell’appartenenza contemporanea alla Chiesa

cattolica e alla Libera muratoria. Uno studio del genere non può ipotizzare una diversa lettura e diverse conclusioni.

Anche la questione del dialogo è stata riferita in modo impreciso, perché è vero che si cerca il dialogo, ma la riflessione è stata posta sulla possibilità, o meglio, se esistono i presupposti per un dialogo che, come affermato da Giuseppe Ferrari, potrebbe solo essere su tematiche sociali o politiche, dei diritti della persona. Ma queste stesse categorie sono state oggetto di ulteriore riflessione da parte dell’On Giovanardi, che ha affermato l’opportunità di considerare lo spessore

dei contenuti e di vedere ad esempio se il significato che danno i massoni sul valore della vita, della famiglia, della fecondazione assistita e altro, sia in linea con i principi cristiani o ci sia divergenza.

E, giustamente, l’onorevole ha anche posto la domanda sulla segretezza, argomento di non minore spessore ed importanza. Inoltre, in conseguenza di ciò, per Giovanardi, è importante capire se l’agire dei massoni sia trasparente o se non sia guidato da realtà occulte.

Quindi, l’incompatibilità rimane e c’è l’esclusione dai sacramenti per chiunque appartenesse ad associazioni sia di stampo massonico che in associazioni che tramano contro la Chiesa.

Dott Barbara Casale Sciarra

Responsabile ufficio stampa GRIS

Roma 5 marzo 2007

CHIESA CATTOLICA E MASSONERIA: Ribadita l'inconciliabilità

Per quanto sia importante la distinzione fra libera muratoria ben disposta o neutrale od ostile verso la Chiesa, in questo contesto essa è tuttavia ingannevole, poiché induce a pensare che per i cattolici sia da escludere la partecipazione solo nel caso di quella ostile alla Chiesa. Ma l’esame si è espresso proprio a quella libera muratoria che è ben disposta nei riguardi della Chiesa cattolica; ed anche qui si sono constatate difficoltà insuperabili.

Dichiarazione conclusiva

La libera muratoria nella sua mentalità, nelle sue convinzioni fondamentali e nel suo «lavoro nel tempio», è rimasta pienamente uguale a se stessa.

Tra i relatori il prof. Luigi Iammarone, professore della Pontificia Facoltà Teologica di S. Bonaventura, ha approfondito il tema della Filosofia della massoneria che qualora fondata sul relativismo rimane inconciliabile con la metafisica cristiana.

Il Vescovo Gianfranco Girotti, ha evidenziato con grande forza che il giudizio della Chiesa Cattolica rimane immutato, essa ha sempre criticato le concezioni e la filosofia della massoneria, considerandole incompatibili con la fede cattolica e evidentemente inconciliabile il rapporto con movimenti anticlericali. Ultimo documento ufficiale di riferimento è la “Dichiarazione sulla massoneria” firmata dall’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede Joseph Ratzinger, in esso si afferma l’inconciliabilità della doppia appartenenza di un fedele cattolico a qualsiasi loggia massonica, e nell’eventualità dell’appartenenza lo stato di peccato grave che impedisce di accedere alla Santa Comunione.

Approfondimenti storici sono stati offerti dal prof. Giuseppe Ferrari, Segretario Nazionali del GRIS, che ha sviluppato il tema del dialogo a partire da documenti come la Gaudium et Spes, e “Il Dialogo e l’Annuncio” del 1991, promosso dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, mettendo in luce che benché la massoneria non sia una religione, “bisogna dialogare su principi come vita e opere”, per il miglioramento della società, condannando ogni deriva relativistica.

Al Convegno hanno partecipato diversi esponenti delle associazioni massoniche, grandi maestri tra i quali il gran maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia.


Sono intervenuti anche il prof. Domingo Andrés (Pontificia Università Lateranense) sugli elementi esoterici che impediscono la visibilità delle associazioni massoniche e il prof. Pietro Ameta (Avvocato Rotale) si è concentrato sulla tutela e l’attenzione da rivolgere ai singoli più che alle associazioni.


Il preside del Convegno S. E. Mons. Gianfranco Girotti ha fatto accenno alla recenti adesioni pubbliche di alcuni sacerdoti, dichiaratisi membri della massoneria, e ha affermato: “auspico un richiamo iniziale da parte dei loro diretti superiori e non escludo che da parte della Santa Sede possano venire provvedimenti di tipo canonico”.

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