13 dic 2007


IL CATTOLICO deve essere coerente !

«Contro la superstizione»


Ennio Antonelli, allora arcivescovo di Perugia, indirizza ai fedeli, nel luglio del 1990, una breve lettera Contro la superstizione. Deplorando l’uso «largamente diffuso» di «varie forme di superstizione: osservanze portafortuna; predizioni del futuro da parte di astrologi, cartomanti, chiromanti, spiritismo e satanismo; magia e stregoneria», mons. Antonelli ricorda anche la pratica di un «ambiguo miscuglio di religione, parapsicologia e pranoterapia» attuata da «molte persone, per altro devote e benintenzionate» (n. 1). Propone quindi alcune valutazioni del fenomeno e indicazioni pratiche.

– Si ricorda che la superstizione attecchisce dove scarseggiano la fede e l’istruzione religiosa: « È una reazione sbagliata alla precarietà della vita, alle sofferenze, alle ansie e alle paure» (n. 2). Essa rimane inconciliabile con la fede autentica che si sa abbandonare alla volontà di Dio senza condizioni, cercando lui stesso prima che i suoi favori, e sa sottoporre a lui, con umiltà, le richieste per i bisogni della vita terrena, senza pretendere risposte automatiche.

La fede, inoltre, mentre ispira la preghiera, promuove anche l’uso ragionevole e responsabile delle capacità umane (scienza medica e altre scienze, con aperture anche alla pranoterapia e parapsicologia). Quello che, tuttavia, non è lecito è il non distinguere i vari ambiti e «attribuire i risultati all’efficacia automatica di formule e riti, all’uso meccanico di immagini e oggetti sacri» (n. 3). Infatti, in se stesse, tali cose non hanno alcun potere e valore. È indice di superstizione, non di fede, attribuire un potere intrinseco contro malefici e influssi diabolici o contro le malattie a candele, incenso, sale o acqua benedetta.

Vengono, inoltre, ribaditi i divieti di proferire esorcismi non autorizzati dal vescovo, di utilizzare per qualunque finalità indebita le specie eucaristiche e anche l’uso pseudoreligioso di ostie non consacrate. Anche le presunte rivelazioni private e i gruppi di preghiera che si riuniscono stabilmente devono essere sottoposti al discernimento dell’autorità ecclesiastica o almeno del parroco, al fine di evitare che i fedeli possano seguire allucinazioni o nevrosi, se non cadere in vere e proprie frodi (nn. 6-9).

"La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia, l'interpretazione dei presagi e delle sorti ... sono in contraddizione con l'onore ed il rispetto, congiunto al timore amante, che dobbiamo a Dio solo" (Catechismo della Chiesa Cattolica n.2116).

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