11 dic 2007

CELIBATO dei sacerdoti

Un breve passaggio del corposo testo che potete leggere per intero su haerentanimo.net ve lo consigliamo di cuore!

Attualità e crisi del celibato nel mondo contemporaneo
di P. Cornelio Fabro

Obiezioni contro il celibato.

Dal sito haerentanimo.net

1. Attuazione dei valori umani. Spesso oggi si afferma che il celibatario non raggiunge la piena umanità perché gli manca la compagna di matrimonio. Che si deve dire? Certamente, il matrimonio può sviluppare alcune oppure anche molte doti dell'uomo. Ma ugualmente un matrimonio può impedire la completa espansione. È difficile qui fare calcoli numerici ... Per il prete si deve dire che il Signore esige l'autoabnegazione, cioè il dire di no alle proprie possibilità, il dire di no ai valori più piccoli a favore dei valori più alti. Rinunciare ai valori naturali per i valori soprannaturali non è un cattivo baratto: e anzi la legge fondamentale del cristianesimo. Inoltre e un fatto che nessun uomo può realizzare tutte le possibilità che si trovano nell'uomo. Ognuno e in grado di realizzarne una parte. Se il celibatario non realizza i valori connessi con il matrimonio, realizza pero quelli connessi con il celibato.

2. Carenza di sacerdoti. Si sente anche spesso che si avrebbe un maggior numero di aspiranti al sacerdozio se non ci fosse il celibato. A questo si deve rispondere: attribuire al celibato la causa della carenza di sacerdoti significa spostare la causa. Infatti il celibato può essere un impedimento ad aspirare al sacerdozio soltanto per coloro che ne rifiutano il senso soprannaturale, lo spirito di mortificazione, l'abnegazione di se e lo zelo. L'attribuire al celibato questa carenza e soltanto un pretesto. La mancanza di clero non e minore presso i protestanti, gli ortodossi e i Vecchi Cattolici, anzi e peggiore che nella Chiesa cattolica.

3. Attitudine al matrimonio. Si dice che il prete ha diritto al matrimonio come ogni altro uomo e che la Chiesa non glielo può impedire. Poiché quest'ultima affermazione e palesemente eretica, non c'è bisogno di confutarla.
In tutte le discussioni sul "diritto al matrimonio" si presuppone come ovvio che chi trova difficoltà nel vivere da celibe sia per ciò libero di contrarre matrimonio. Questa supposizione qui non interessa affatto. Il "diritto al matrimonio" non e per diritto divino illimitato. L'età, malattie mentali e psichiche, censo, religione, qualità di carattere, ecc., possono impedire un determinato matrimonio anzi ogni matrimonio...

Conseguenze della soppressione del celibato.

1. Il trovarsi diviso, fra moglie, figli e il ministero come si vede nel protestantesimo: l'aveva ben visto anche Kierkegaard.

2. Regresso della cura d'anime. II servizio all'altare, l'amministrazione dei sacramenti e dei sacramentali, la predicazione, il catechismo, la cura degli ammalati, la visita alle case, la pastorale differenziata, l'amministrazione, la vita di preghiera personale, tutto questo e molte altre cose ancora assorbono un prete così completamente che io non sono in grado di immaginare come tutto ciò possa essere compiuto da uno sposato e padre di famiglia.

Conclusione: il celibato per la Chiesa cattolica e necessario se essa non si vuole impoverire in maniera miserevole. Preghiamo Iddio che dia ai pastori della Chiesa fermezza, ai teologi lume, ai preti forza e ai giovani il coraggio di mantenere il celibato e di fame l'espressione, con una vita pura e forte, della dedizione a Dio e il mezzo del servizio agli uomini.

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