29 nov 2007

T R A D I Z I O N E
e
D O T T R I N A

“Tradizione” deriva dal latino traditio che ha i seguenti significati:

a) L'atto materiale della “consegna”, dunque anche nel senso di “resa” (Livio);

b) “Consegna mediante parole”, dunque “insegnamento”: traditio praeceptorum è “l'esposizione verbale dei precetti” affinché vengano appresi (Quintiliano 3,1,2 e 3);

c) "Tradizione" (Gellio).

Traditio indica l'atto di tradere, da trans-dare, con il significato di consegnare ed anche “trasmettere”, come un'eredità, una memoria, una notizia, un insegnamento sia a parole che per scritto.

Mos erat a maioribus... traditus: “era costume tramandato dagli antichi”, dunque, “costume tradizionale” (Cornelio Nepote); consuetudo a maioribus tradita: “usanza tradizionale"; patrio more... traditum est: "è tramandato per costume avito"; memoriam posteris tradiderunt: “tramandarono la memoria ai posteri" (Livio) servare traditum ab antiquis morem: “restare fedele a un costume tramandato dagli avi" (Orazio).

Tradere significa, dunque, anche “insegnare": tradere virtutem hominibus: "insegnare agli uomini la virtù ,, (Cicerone).

La preposizione trans indica “al di la", “oltre", con evidente riferimento sia ai limiti temporali che la memoria tramandata sorpassa e vince, sia ai limiti dello spazio fisico (che terrebbero la memoria imprigionata se questa non venisse trasmessa) sia ai limiti dell'esperienza soggettiva di colui che, possedendo una conoscenza, la partecipa ad altri mediante la trasmissione.

Ma trans-dare indica anche la consegna trans-personale di un dato culturale (in senso lato), che esiste anteriormente a colui che lo riceve e che questi apprende per la prima volta da chi lo istruisce per poi, a sua volta, trasmetterlo. Il trasmettere indica forzatamente un ricevere e un dare.

La trasmissione in senso etico-religioso riguarda, come si e visto negli esempi citati, il mos maiorum che indica la “volontà divenuta norma di condotta presso gli antenati”. Mos è anche "condotta”, “comportamento etico”, “stile di vita”, e “volontà divenuta precetto, regola di comportamento". Il mos maiorum, che è oggetto di trasmissione, non riguarda soltanto l'universo etico e giuridico ma anche - e soprattutto - l'universo religioso dal quale prende vita e sul quale si fondano, nell'epoca arcaica, e l'etica e il diritto. Mai come nel campo religioso Roma resta fedele, nelle istituzioni e nei riti della religione tradizionale al mos maiorum, a tal punto da conservare integralmente nei carmina rituali le forme e le espressioni della lingua arcaica pur quando queste risultavano ormai di difficile comprensione agli stessi sacerdoti.

Poiché, all'origine, il mos era l'insieme dei comportamenti etico-religiosi che abbracciavano il campo del diritto pubblico e privato, le istituzioni familiari e sociali, il diritto militare e, prima di tutto, lo svolgimento statale e privato dei riti religiosi, è normale che la trasmissione del mos riguardasse proprio i principi e i precetti sui quali il mos si fondava, nonché il valore etico della pietas verso gli dèi sulla quale si fondavano tutte le altre virtù del cittadino romano. La traditio morum possedeva, a Roma, valore normativo e rivestiva una funzione di primaria importanza in quanto Roma riponeva la sua identità “romana" proprio nel mos maiorum

La Chiesa dichiara che la verità divina sarà custodita intatta grazie all'assistenza divina. - Forte della promessa di Cristo di essere con lei sino alla fine del mondo, fin da principio la Chiesa fa assegnamento su di Lui per conservare intatta la rivelazione. Essa dice che esisterà sempre e che col suo magistero infallibile manterrà sempre la dottrina rivelata; dice che il suo magistero sarà esercitato attraverso i Papi e i concili ecumenici in unione col Papa, quindi attraverso una successione di uomini diversi per età, paese, interessi umani, carattere, sapere, virtù. Questo significa dire che una successione indefinita (che, umanamente parlando, nulla potrebbe assicurare) di esseri mobili, fluttuanti al soffio di tutti i venti, àoh, considerando la cosa da un punto di vista umano, proprio l'inconsistenza dovrà garantire la consistenza e la perpetuità della dottrina. Ma questi uomini non saranno abbandonati a se stessi; Dio li assisterà fino alla fine, e fino alla fine l'azione di Dio li premunirà dall'errore. Ecco quanto afferma la Chiesa in modo chiaro e preciso.

Questa dottrina tanto complessa deve restare identica a se stessa attraverso i costanti progressi che sono la legge d'ogni vita.

Per mantenerla tale, vi saranno i vescovi e, sopra tutti, i papi; vescovi e papi diversissimi in virtù, carattere, età, nazionalità, e dovranno esserci fino alla fine dei secoli; papi, e vescovi uniti ai papi, che non devono mai ingannarsi, mentre gli uomini s'ingannano cosi spesso; papi che siano d'accordo tra loro nei secoli, mentre un uomo è così raramente d'accordo con se stesso, nel corso della sua vita. Bisogna che essi abbiano ragione in anticipo contro idee che non esistono ancora, contro obiezioni nascoste nel mistero dell'avvenire.

Questa dottrina non resta chiusa in un ambiente ristretto, in un gruppo chiuso a ogni azione esteriore. Non è stata posta sotto la custodia dell'ignoranza, né al riparo contro la discussione, né imbalsamata immobile nel morto passato; ma è stata mescolata a tutti i movimenti del mondo, è stata il grande fermento della storia, è stata esposta, in mezzo ai popoli più colti della terra, a tutti i flutti d'idee, a tutte le collere delle passioni, a tutti gli assalti della forza brutale.

Nessuna dottrina puramente umana potrebbe resistere a simili scosse dal di dentro e dal di fuori. Invece la Chiesa ha resistito! Non uno dei suoi dommi s'è mosso, non un iota è scomparso. Invece di frustarsi, il suo corpo di dottrine s'è arricchito e riuscì a vivere nonostante tante cause di morte; immutabile senza mummificarsi, in costante progresso senz'alterazione di sorta. È l'avveramento d'una parola, che può essere solo d'un Dio, detta agli apostoli (Mt., 28, 18-20): "A me fu dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque, e ammaestrate tutte le genti... Ed ecco, io son con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo ".

tratto dall'Enciclopedia di Apologetica - quinta edizione - traduzione del testo APOLOGÉTIQUE Nos raisons de croire - Réponses aux objection, nel web nell’ottimo Apologetica Cattolica

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