22 nov 2007

ANCHE questa questione del Medio Oriente ha una valenza religiosa
La Conferenza di Annapolis

Gli Stati Uniti hanno confermato che la conferenza internazionale sul Medio Oriente di Annapolis nel Maryland si terrà il 27 novembre. L'obiettivo è serio: preparare il terreno ad una soluzione del conflitto israelo-palestinese che si sta protraendo ormai da decenni. Sono stati invitati 49 tra Paesi, istituzioni e personalità.

Nell'annunciare a Washington la data dell'attesa conferenza la si è definita come "una rampa di lancio" per i negoziati che porteranno alla creazione di uno Stato palestinese. Staremo a vedere.

Gli invitati alla conferenza parteciperanno la sera del 26 ad una cena offerta a Washington dal presidente americano George Bush, che quello stesso giorno incontrerà separatamente il primo ministro israeliano Ehud Olmert e il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas. La conferenza, aperta da Bush, vedrà anche la partecipazione del segretario di Stato americano Condoleezza Rice: luogo del delicato incontro sarà all'Accademia Navale di Annapolis, nel Maryland, nella sola giornata del 27, durante la quale è previsto un incontro congiunto fra il presidente americano, Olmert e Abbas. I tre si rivedranno nuovamente il 28.
Intanto, Israele ha deciso di permettere alle forze di sicurezza palestinesi di Nablus di ricevere 25 mezzi blindati forniti dalla Russia, ha riferito oggi la radio dell'esercito israeliano. La decisione è un gesto di buona volontà di Olmert nei confronti di Abbas in vista della conferenza di Annapolis.

Gli altri Paesi invitati, fra membri del Consiglio Onu, del G8, la Lega Araba, l'Organizzazione della Conferenza Islamica e altri, sono: Algeria, Bahrain, Brasile, Gran Bretagna, Canada, Cina, Egitto, Francia, Germania, Grecia, India, Indonesia, Iraq, Italia, Giappone, Giordania, Libano, Malaysia, Mauritania, Marocco, Norvegia, Oman, Pakistan, Polonia, Qatar, Russia, Arabia Saudita, Senegal, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Sudan, Svezia, Siria, Tunisia, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Yemen. Il Fondo Monetario e la Banca mondiale sono stati invitati come osservatori. Molti Paesi islamici, e tutti quelli arabi eccetto Egitto e Giordania, non hanno rapporti diplomatici con Israele.

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