19 ott 2007

TEMPLARI : ottima nota informativa

Segnalo questo importante commento alla faccenda templare, inquanto pseudo-templari vogliono accreditarsi 'radici' che non hanno!Dopo aver letto questo testo, potremo dire: il resto sono tutte balle!

Mi sia permesso di dubitare - e molto - sul fatto che possano esistere documenti che attesterebbero gli attuali "Ordini" templari come eredi dell'antico Ordine del Tempio.
Il 22 Marzo 1312, Papa Clemente V, con la bolla “Vox in excelso” soppresse l’Ordine del Tempio: il Sommo Pontefice, come capo visibile della Chiesa, come suprema autorità da cui il Gran Maestro dell’Ordine Templare e l’Ordine stesso dipendevano direttamente, aveva facoltà di estinguere l’Ordine ed una volta che tale soppressione fosse avvenuta, nessuno, se non la legittima autorità della Chiesa stessa, avrebbe potuto restaurarlo.
Potremmo discutere se la soppressione fosse opportuna o anche se moralmente fosse giusta, ma ciò non sposterebbe di una virgola la realtà dei fatti: Clemente V era il Papa, Capo visibile della Chiesa di Cristo, diretto superiore gerarchico del Gran Maestro dell’Ordine, poteva sopprimere l’Ordine, questo era nel suo diritto ed egli si servì di questo diritto e di fatto soppresse l’Ordine. Lo stesso Clemente nella bolla “Ad providam Christi Vicarii” del 2 Maggio 1313, chiarisce che “Questa estinzione dello statuto dell’Ordine, del suo abito, del suo stesso nome, Noi l’abbiamo decretata con l’approvazione del Sacro Concilio, non sotto forma di sentenza giudiziaria, poiché secondo le inchieste ed i processi intentati in questo affare, Noi non eravamo giuridicamente in grado di pronunciarla, ma come provvedimento, cioè con ordinanza apostolica”.
Clemente V sembra dirci di non sapere se l’Ordine fosse colpevole delle accuse che gli venivano rivolte, di eresia eccetera, o se al contrario fosse innocente, per cui non poteva sopprimerlo in base a queste accuse, tuttavia siccome era sua volontà sopprimerlo, ed essendo lui il Papa aveva facoltà di farlo, di fatto lo sopprimeva.
Non mi sembra che ci sia spazio per altre interpretazioni.
E’ possibile che, in seguito alla soppressione decretata da Papa Clemente V, vi siano state delle investiture?
Il 22 Marzo 1312 l’Ordine cessò di esistere, se da qualche parte in Europa, successivamente a questa data, in qualche Precettoria o in qualche Magione templari, fossero stati accolti dei novizi e fatti nuovi Cavalieri (Il che non è), ciò sarebbe avvenuto in maniera assolutamente illegale, perché non conforme alla lettera della legge, espressa nella bolla “Vox in excelso”, che proibiva la continuazione o la ricostituzione dell’Ordine, ed illecita, perché non conforme al fine voluto dalla legge, che voleva la morte dell’Ordine, e, poiché l’Ordine non esisteva più, quei tali, ammesso che ve ne siano stati, non sarebbero stati Templari.
Avrebbero potuto i Cavalieri Templari trasmettere ai loro figli la loro dignità di cavalieri? Qui la riposta è più facile: l’Ordine era composto da monaci-cavalieri, monaci con facoltà di impugnare le armi, ma pur sempre monaci, vincolati alla castità. Non esistevano Templari coniugati.
Pur ammettendo che qualcuno di loro possa aver peccato, è certo che, mentre si può trasmettere ai figli il proprio nome, il proprio titolo nobiliare, i propri beni materiali, non si possa trasmettere lo status monastico come non si può trasmettere quello sacerdotale, che derivano sia da una vocazione soprannaturale e dalla conseguente adesione personale, che dalla chiamata del legittimo superiore.
Avrebbe potuto l’ultimo Gran Maestro dell’Ordine, Jacques Bernard de Molay, trasmettere i suoi poteri ad un altro Cavaliere per assicurare la continuità dell’Ordine?
Anche riguardo a questo punto la risposta mi sembra piuttosto facile: l’autorità magistrale non era ereditaria, bensì elettiva e Jacques de Molay non ne era il proprietario e quindi non avrebbe potuto conferirla o trasmetterla a chicchessia, così come Benedetto XVI non può nominare il Papa suo successore, essendo il Pontificato elettivo, né Giorgio Napoletano può nominare il prossimo Presidente della Repubblica Italiana, e così via.
Ma ammettiamo che Jacques de Molay abbia redatto nel 1314 un atto di conferimento dei poteri del Gran Maestro ad un altro cavaliere (Il che non è): vogliamo domandarci il valore di questo documento? Tenendo presente che l’Ordine era già stato soppresso da due anni, il valore di questo documento è zero!
Scendiamo ancora più nel ridicolo ed ammettiamo che l’atto fosse di qualche tempo precedente alla soppressione dell’Ordine (il che non è): tenendo presente che la carica di Gran Maestro era elettiva, il valore del documento è ugualmente zero! Zero, meno della carta su cui sarebbe stato scritto!

Cordialmente,
Knight Richard

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