17 ott 2007

TRE SEGNI prima della fine


"Tre i segni principali che, secondo le Sacre Scritture, precederanno il giudizio: la predicazione del Vangelo per l'universo mondo, l'apostasia e l'Anticristo"


Dal Catechismo di Trento proponiamo alcuni spunti di riflessione:
che sono parte integrante del Magistero!

Il duplice giudizio: "particolare" e "generale"
89 Per amor di chiarezza i parroci distingueranno bene le due epoche, nelle quali ciascuno deve comparire innanzi al Signore per rendere ragione di tutti e singoli i pensieri, le opere, le parole e sentire poi l'immediata sentenza del giudice. La prima viene quando muore ciascuno di noi: subito l'anima si presenta al tribunale di Dio, ove si fa giustissimo esame di quanto ha operato, detto o pensato e questo si chiama "giudizio particolare". La seconda verrà quando tutti gli uomini saranno riuniti insieme in un giorno e in un luogo stabilito innanzi al tribunale del Giudice, affinché tutti e singoli, spettatori e ascoltatori, gli uomini di tutti i secoli sappiano la propria sentenza. Il verdetto non sarà, per gli empi e scellerati, la minore delle pene, mentre i pii e i giusti ne trarranno grande premio e frutto, poiché sarà manifesto come ciascuno si è diportato in questa vita. E questo si chiama il "giudizio universale".

Necessità del giudizio universale
90 E necessario spiegare perché, oltre al giudizio privato dei singoli, si farà anche quello universale. Primo, avviene spesso che sopravvivano ai defunti dei figlioli, imitatori dei genitori, o dei discepoli, fedeli nell'amarne e propugnarne gli esempi, le parole e le azioni; il che necessariamente fa aumentare il premio o la pena dei defunti medesimi. Ora, poiché tale vantaggio o danno di valore sociale, non cesserà prima della fine del mondo, è giusto che di tutta questa partita di parole e di opere fatte bene o male, si faccia una completa disamina, impossibile a farsi senza il giudizio universale. Secondo, poiché la fama dei buoni è spesso lesa, mentre gli empi vengono esaltati come innocenti, la giustizia di Dio vuole che i primi ricuperino innanzi all'assemblea di tutti gli uomini la stima, ingiustamente loro tolta. Terzo, poiché gli uomini, buoni o cattivi, hanno compiuto nella vita le loro azioni con il loro corpo, ne segue che le azioni buone o cattive spettino anche ai corpi, che ne furono lo strumento. E giusto dunque dare ai corpi, insieme con le rispettive anime, il dovuto premio di eterna gloria o il castigo: ciò che non si può fare senza la risurrezione degli uomini e il giudizio universale.
Quarto, bisognava mostrare finalmente che nei casi prosperi o avversi, i quali capitano talora promiscuamente agli uomini buoni e cattivi, nulla avviene fuori della infinita sapienza e giustizia di Dio. Quindi è necessario non solo stabilire premi per i buoni e castighi per i cattivi nella vita futura, ma anche applicarli in un giudizio pubblico e generale, affinché riescano più notori ed evidenti e così si lodi da tutti Dio per la sua giustizia e provvidenza, in compenso dell'ingiusto lamento che persone anche sante talora fanno come uomini, vedendo gli empi pieni di ricchezza e colmi di onori.
Il Profeta infatti dice: "Mancò poco non vacillassero i miei piedi; mancò un nulla non sdrucciolassero i miei passi, quando mi adirai per i prepotenti, nel vedere la prosperità degli empi". E poco più oltre: "Ecco come gli empi sono tranquilli e crescono sempre in potenza! Io dunque indarno purificai il mio cuore e ho lavato nell'innocenza le mie mani! Ed eccomi tutto il giorno battuto e ogni mattina mi si rinnova il tormento" (Sal 72,2.3, 12-14). E questo il lamento di molti. Era necessario pertanto che si indicesse un giudizio universale, affinché gli uomini non dicessero che Dio, passeggiando sulla volta del cielo, non si cura delle cose terrene (Gb 22,14).
A buon diritto quindi questa formula di verità fu inclusa nei dodici articoli della fede cristiana, affinché gli animi di coloro che dubitano della provvidenza e giustizia di Dio vengano sostenuti dall'efficacia di questa dottrina.
Quinto, bisognava che la prospettiva di questo giudizio rallegrasse i buoni e atterrisse i cattivi, affinché, conoscendo la giustizia di Dio, quelli non si scoraggino e questi rinsaviscano nel timore e nell'attesa dell'eterno supplizio. Perciò il Signore e Salvatore nostro, parlando dell'ultimo giorno, dichiarò che vi sarebbe stato un giudizio universale e ne descrisse i segni precursori (Mt 24,29s), affinché vedendoli apparire intendessimo essere imminente la fine del mondo. Quindi, salito al cielo, mandò degli angeli a consolare gli Apostoli piangenti per la sua assenza, con queste parole: "Quel Gesù che è stato assunto qui da voi al cielo, verrà precisamente nella stessa maniera in cui lo avete visto andare al cielo" (A( 1,11).

Cristo è stato costituito giudice anche come uomo
91 La Sacra Scrittura mostra che a Cristo nostro Signore non solo come Dio, ma anche come uomo, è stato affidato questo giudizio. Infatti sebbene la potestà di giudicare sia comune a tutte le tre Persone della santissima Trinità, pure la si attribuisce particolarmente al Figlio, così come gli si attribuisce la sapienza. Che poi, come uomo debba giudicare il mondo, è confermato dalla parola del Signore: "Come il Padre ha la vita in sé, così diede pure al Figlio l'avere in se stesso la vita. E gli ha dato il potere di fare il giudizio, perché è Figlio d'uomo" (Gv 5,26).
Era poi oltremodo conveniente che tale giudizio fosse presieduto da Cristo nostro Signore; perché, trattandosi di giudicare gli uomini, questi potessero con i loro occhi corporei mirare il Giudice, ascoltare con le proprie orecchie la sentenza proferita, percepire insomma con i sensi tutto intero il giudizio. Era ancora giustissimo che l'Uomo che fu condannato dalla più iniqua sentenza umana, fosse visto da tutti sul seggio di giudice. Perciò il principe degli Apostoli, dopo avere esposto, nella casa di Cornelio, per sommi capi la religione cristiana, e aver insegnato che Cristo, appeso e ucciso sulla croce dai giudei, era risorto a vita il terzo giorno, soggiunse: "Ci ha comandato di predicare al popolo e attestare come da Dio egli è stato costituito giudice dei vivi e dei morti" (At 10,42).

Segni che precederanno il giudizio
92 Sono tre i segni principali che, secondo le Sacre Scritture, precederanno il giudizio: la predicazione del Vangelo per l'universo mondo, l'apostasia e l'Anticristo. Dice infatti il Signore: "S'annunzierà questo Vangelo del regno in tutta la terra, per testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine" (Mt 24,14); e l'Apostolo ci ammonisce di non farci sedurre circa l'imminenza del giorno del Signore: "Se prima non sia seguita la ribellione e non si sia manifestato l'uomo del peccato, non avverrà il giudizio" (2 Ts 2,3).

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