10 ott 2007

FATIMA e 4° segreto: alla luce del sole


Riporto un buon articolo che rimanda all'approfondimento del dibattito su Fatima.

Lo spettro della guerra infinita, la Croce contro la Mezzaluna

di Alessandro Renzo/ 28/05/2003 copyryght www.korazym.org - quotidiano non profit on line

Libro “Apocalissi - La profezia di Papa Wojtyla” di Marco Tosatti e Franca Giansoldati - pagg. 98 - Piemme Religio - 6,50 Euro.

“È la guerra di civiltà l’incubo della Chiesa: anche di quella italiana. Camillo Ruini, presidente della CEI, lancia un allarme al Consiglio Permanente: ‘Alla base dell’impegno che condividiamo con il Papa c’è anche la preoccupazione profonda di evitare uno scontro di civiltà che per di più potrebbe tragicamente richiamarsi a malintese motivazioni religiose”. Questa visione pessimistica traspare da ogni pagina di questo libro, spiegando “l’incubo tanto temuto da Giovanni Paolo II”.

“La prima volta che papa Wojtyla parlò dell'apocalisse da Papa - l'apocalisse così come la capisce e la interpreta la gente comune -, e di una profezia dalle tinte fosche per il Pianeta, fu nel 1980 a Fulda in Germania, di fronte a un gruppo di cattolici tedeschi”: da questo episodio prende l'avvio il libro “Apocalisse - La profezia di Papa Wojtyla”, scritto a quattro mani da due giornalisti Marco Tosatti e Franca Giansoldati, entrambi “vaticanisti”. Punto di arrivo e di partenza del volume è la profezia di Fatima, un capitolo tutt'altro che chiuso, come cerca di dimostrar il libro. E per capire bisogna andare indietro negli anni quando, a Fulda. “Qualcuno di loro - del gruppo di cattolici tedeschi che il Pontefice incontrò - aveva un registratore; e il contenuto di quella conversazione fu svelato da una seria rivista cattolica di quel Paese, ‘Der Stimme des Glaubens’”.

Gli autori continuano: “Ci furono deboli smentite, non molto convincenti, a cui la rivista rispose dicendo di essere in possesso della registrazione dell’incontro, e la questione finì lì. Perché ne parliamo adesso, a oltre vent’anni di distanza? Perché le parole del Pontefice che era sul trono di Pietro da due anni, e sei mesi più tardi sarebbe caduto ferito gravemente in Piazza San Pietro sotto i colpi del killer turco Alì Agca, risuonano oggi con un senso di allarme particolare.

Ma cosa disse allora Wojtyla? “Ad ogni cristiano dovrebbe bastare di sapere quanto segue: quando si legge che oceani inonderanno interi continenti, che gli uomini verranno tolti alla vita repentinamente, da un minuto all'altro, e cioè a milioni ... Se si sa questo, non è davvero necessario pretendere la pubblicazione di questo ‘segreto’. Molti vogliono sapere solo per curiosità e sensazioni: ma essi dimenticano che il conoscere porta con sé anche la responsabilità. Questo è pericoloso, quando, allo stesso tempo, non si vuole fare nulla, dicendo: ‘Tanto non serve a niente!’”. Gli autori continuano: “A questo punto il Papa prese il rosario che teneva in tasca: ‘Ecco la medicina contro questo male! Pregate, pregate e non interrogate ulteriormente. Tutto il resto raccomandatelo alla Madonna’. In quella stessa occasione il Papa avrebbe detto: ‘Dobbiamo essere pronti a grandi prove vicine, che potranno richiedere anche il sacrificio della nostra vita e la nostra totale donazione a Cristo e per Cristo. Le prove potranno essere ridotte con la vostra e la nostra preghiera, ma non possono essere evitate, perché un vero rinnovamento nella Chiesa potrà avvenire solo in questo modo. Come già tante volte, la Chiesa rinacque dal sangue, non sarà diverso neppure questa volta. Siamo forti e prepariamoci, confidando in Cristo e nella Madre sua. Preghiamo molto e spesso il Santo Rosario”.

Poi nel Mondo è accaduto di tutto ma nessuno ha più parlato di quella profezia. Ma - spiegano i giornalisti che ricostruiscono vicende ormai storiche - c’è qualcosa che muta nell’animo del Papa fra l’estate e l’autunno del 2000. Nell’anno del Giubileo, Giovanni Paolo II fece porre la statua della Madonna di Fatima in Piazza San Pietro. E di fronte a questa statua, l’8 ottobre di quell'anno, il Santo Padre disse: “L'umanità è a un bivio ... fà che grazie all'impegno di tutti, le tenebre non prevalgano sulla luce”, parole che in varie occasioni ebbe modo di ripetere, che l’umanità era giunto a un bivio: fare del mondo un giardino oppure ridurlo a un cumulo di macerie. Ed è una escalation nel sentimento di angoscia e preoccupazione che accompagna i mutamenti dello scenario internazionale, l'11 settembre, l'attentato alle Torri gemelle, il conflitto in Afghanistan, la minaccia di Bin Laden e Saddam Hussein fino all'approssimarsi dei venti di Guerra fra America e Iraq.

“Perché - chiedono gli autori - ha indetto proprio per il 2003 un Anno del Rosario, che considera - come abbiamo visto nelle dichiarazioni di Fulda - l’arma principale per combattere gli scenari paurosi che si affacciano all’orizzonte del mondo? Che cosa lo ha spinto a gettare senza riserve nel campo dell’intricata crisi mediorientale, intrisa di interessi e di petrolio, la sua figura, e il Vaticano, in una campagna diplomatica che non ha uguali nella storia della Chiesa contemporanea?”. Quale sono le implicazioni della profezia di Fatima, che molti considerano non interamente svelata: che ruolo giocano nell’orizzonte incerto e drammatico che si delinea nelle parole di Giovanni Paolo II?

A queste domande cercano a rispondere gli autori, con l’ausilio di notizie ed episodi totalmente inediti, che è accaduto nel mese più caldo della diplomazia mondiale, prima che cominciassero a cadere le bombe sull’Iraq. Accanto agli inviti accorati al dialogo e alla pace, si sono moltiplicate iniziative diplomatiche mai tentate prima dalla Santa Sede per tentare di scongiurare un conflitto giudicato catastrofico per l’umanità. Leggiamo nel libro: “E il suo grido si leva più alto: ‘Non lasciamo che una tragedia umana divenga anche una catastrofe religiosa’. La fine della guerra non fuga i suoi timori. Affida i giovani di Roma raccolti in Piazza San Pietro il 10 aprile 2003 alla Madonna: ‘In un momento travagliato della storia, mentre il terrorismo e le guerre minacciano la concordia fra gli uomini e le religioni’. E aprono la porta a un futuro forse peggiore di ciò che abbiamo vissuto fino ad ora”.

La chiave di lettura offerta dal libro porta al Segreto di Fatima “perché non sono poche le persone che reputano tutt'altro che chiuso il messaggio affidato ai tre pastorelli alla Cova de Iria”. Vittorio Messori ha sottolineato i fili misteriosi che sembrano legare Fatima all'Universo dell'Islam: a cominciare dal nome, quello della figlia prediletta del Profeta, e senza dimenticare che le pallottole che quasi uccisero Giovanni Paolo II provenivano dalla pistola di un killer fondamentalista turco. “Difficile - scrivono gli autori - non soffermarsi su questi elementi quando si pensa che le preoccupazioni più grandi per il Papa riguardano proprio la guerra possibile fra cristianesimo e Islam”. Non ci sono risposte certe anche se “sarebbe interessante sapere cosa pensa la veggente di Fatima, ma questo non è possibile”. Però c'è qualcuno vicino a lei, suo nipote, il sacerdote salesiano salesiano José Dos Santos Valinho che, nell'autunno del 2002, ha registrato un'intervista in cui conclude “che c’è una relazione fra la fede e la terza parte del segreto, dunque qualcosa relativa alla Chiesa, a qualche crisi di tipo universale nella Chiesa e nell'umanità”.

Marco Tosatti (Genova, 1947), giornalista, ha lavorato per diverse testate. Dal 1981 segue gli avvenimenti religiosi come “vaticanista” per il quotidiano “La Stampa”. Con Flavio Amabile ha pubblicato “I Baroni di Aleppo” (Gamberetti Editore). Fra i vari saggi ricordiamo “Giovanni Paolo II. Ritratto di un pontefice” (Mondadori), “Le apparizioni” (Mondadori), Fatima. Il segreto non svelato (Piemme, 2002), “Inchiesta sul demonio” (Piemme, 2003). Ho curato l’edizione italiana e l’aggiornamento di “L’uomo del secolo” di Jonathan Kwitny (Piemme, 2002).

Franca Giansoldati (Reggio Emilia, 1964), giornalista, ha lavorato prima a “Il Resto del Carlino” e poi “vaticanista” dell’Adnkronos. Dal 2001 lavora all’AP.Biscom, chiamata da Lucia Annunziata a raccontare i fatti della Santa Sede e l’attività del Santo Padre.

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