31 ott 2007

DIRETTORIO ECUMENISMO

Presentiamo un brevissimo estratto del DIRETTORIO PER L'ECUMENISMO del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani

PRESENTAZIONE

La pubblicazione del Direttorio per l’applicazione dei principi e delle norme sull’ecumenismo, da parte del pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, costituisce un avvenimento di grande importanza ecclesiale. Nume­rosi sono stati, dopo il concilio Vaticano Il, gli interven­ti in ambito ecumenico, a livello sia di Chiesa universa­le sia di Chiese particolari; essi trovano ora in questo te­sto uno strumento che, in maniera sintetica e chiara, riordina un vasto e ricco materiale. Il nuovo Direttorio viene a prendere il posto del precedente documento, pubblicato in due parti nel 1967 e poi nel 1970, e si pro­pone come autorevole, sicuro e doveroso punto di riferi­mento per tutta l’azione ecumenica nella Chiesa.

Nel pubblicare la traduzione italiana del Direttorio, possiamo chiederci cosa esso significhi per noi, qui in Italia. Le Chiese particolari in Italia, come in qualsiasi altra regione del mondo, non possono pensarsi come realtà a sé stanti; al contrario devono sentirsi parte dell’unica Chiesa di Cristo, impegnate a realizzare, in un determinato luogo, l’aspirazione di tutta la Chiesa all’unità. Anche se nel territorio di una Chiesa partico­lare dovessero vivere tutti cattolici, non verrebbe meno per essa il dovere di partecipare all’impegno di tutta la Chiesa per l’unità dei cristiani: l’azione ecumenica èazione dell’unica Chiesa di Cristo in ogni Chiesa parti­colare, «porzione del popolo di Dio» in cui essa «è vera­mente presente ed agisce» (Christus Dominus, n. 11). Questo impegno trova ulteriore motivazione per le Chie­se particolari in Italia nel fatto che esse hanno come proprio Primate il Papa, il Vescovo di Roma, cui è affi­dato in modo tutto particolare il ministero dell’unità.

In Italia, poi, vivono varie Chiese e comunità eccle­siali che non sono in piena comunione con la Chiesa cattolica. Con questi fratelli cristiani abbiamo il dovere del dialogo e della ricerca della verità, da sviluppare nel­la riconciliazione, nella carità, nel riconoscimento del patrimonio comune e nella eliminazione delle divisioni. I fedeli di queste Chiese e comunità ecclesiali non sono numerosi; proprio questa situazione accresce la respon­sabilità dei cattolici nel fare i passi più decisi e coerenti e nel perseverare nell’impegno ecumenico, cercando di superare ogni chiusura e atteggiamenti di parte.

Il cammino verso l’unità si arricchisce oggi di ulterio­ri motivazioni, di fronte al comune pericolo che sfida ogni credente in Cristo: il diffondersi dell’apatia e dell’indifferenza religiosa, il disorientamento morale e lo smarrimento di tanti fratelli che cercano Dio e non lo trovano o lo trovano in vie sbagliate, perché non c’è chi sappia loro indicano con sicurezza nella verità. E dolo­roso che in questa situazione i cristiani perdano parte della loro spinta missionaria ed evangelizzatrice a causa delle divisioni che minano la loro vita interna e riduco­no la loro credibilità apostolica.

I grandi cambiamenti che caratterizzano la storia dell’umanità nei nostri tempi spingono, inoltre, la Chie­sa a farsi pedagoga di riconciliazione e di fraternità. Le accresciute possibilità di comunicazione a tutti i livelli, ma soprattutto l’esplosione del fenomeno migratorio, anche nel nostro paese, conducono al mescolarsi di po­poli, culture e religioni. Di fronte a questo fenomeno, or­mai irriversibile, diventa sempre più necessario saper coniugare l’identità con la diversità. In questo processo la religione ha un ruolo importante da svolgere. I cre­denti, in nome di un Dio padre di tutti, e i cristiani, in nome di Cristo Salvatore dell’umanità, sono chiamati ad assumere con carità e verità questo cambiamento e a favorirne l’ordinato sviluppo. L’ecumenismo, mentre ri­cerca l’unità tra i credenti in Cristo, diventa anche scuo­la di fraternità nella verità tra tutti gli uomini; un inse­gnamento per tutti, perché favorisce il mutuo rispetto, promuove la concordia e la solidarietà, orienta l’incon­tro fruttuoso tra i popoli e tra le culture.

Tutte queste ragioni rendono particolarmente signifi­cativo il dono che la Santa Sede fa alle nostre Chiese con questo documento. Esso ci invita ad avere una più pre­cisa e profonda comprensione dell’unità della Chiesa, alla luce della ecclesiologia di comunione, nelle sue ra­dici trinitarie, promossa dal concilio Vaticano Il. Di particolare importanza sono poi i principi e le norme che vengono dati sulla formazione dei fedeli e sul cara t­tere ecumenico da imprimere a tutta l’attività pastorale. Nel Direttorio troviamo precise direttive su come realiz­zare un’autentica formazione ecumenica, sia come di­sciplina specifica sia come dimensione presente in ogni azione ecclesiale, dalla catechesi di base fino agli inse­gnamenti teologici superiori.

Nel web è reperibile l'intero testo! Molto importante.

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