31 ott 2007


LA FEDE E’ DONO

Dio si dona non si vende. E queso dono, grandioso per ogni uomo, è la GRAZIA che ci è stata donata nel Battesimo; la risposta che Gesù dà a Nicodemo è emblematica:”Se uno non rinasce dall’alto non può vedere il Regno di Dio”. La fede è quindi Grazia che Dio concede nel Battesimo che diventa la “Chiave” per accedere a Dio e riceverlo in se stessi. Il Battesimo dato ai bambini è amministrato nella fede della Chiesa e della famiglia che lo chiede; il bambino viene assimilato a Cristo e entra nella grande famiglia umana che è la Chiesa e può chiamare Dio col nome di “Abbà” (papà) come dice San Paolo. Gesù riassume tutta la vita del cristiano nell’atto di fede: “Questa è la vita eterna: che conoscano Te, l’Unico Vero Dio e Colui che hai mandato, Gesù Cristo. Ogni uomo e cristiano deve abbandonare l’illusione che si possa arrivare alla fede col semplice ragionamento. L’uomo può con il lume della ragione arrivare ad affermare che Dio esiste ma ciò che Egli è solo dono della Rivelazione e non frutto della mente umana.

LA FEDE E’ RISPOSTA

La fede donata nel Battesimo deve progredire con l’accoglienza e la risposta da parte dell’uomo, quindi essa diventa risposta a Dio che parla, è obbedienza alla fede. Obbedienza vuol dire porsi in ascolto e attuare ciò che viene chiesto. La Bibbia ci presenta molte persone chiamate da Dio che hanno saputo abbandonare tutto e mettersi al servizio del Creatore: Abramo, Mosè, Samuele, i profeti. Dio chiama Maria chiedendole di diventare Madre del Verbo. Gli Apostoli, dopo la Pentecoste, interpellano gli uomini annunciando che Cristo è il Signore.

LA FEDE DEVE ESSERE OPERANTE

La fede è il supporto della carità e non ha valore senza di essa ma è morta:”Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. La maturità di fede si comprende se il cristiano raggiunge il “TU” di Dio attraverso il “TU” del fratello e se riesce a contemplare nel fratello il volto del Cristo sofferente e morente. E’ Gesù stesso che ci invita a fare questo, soltanto in questo modo potremo entrare nella visione beatifica del Dio Uno e Trino e contemplarlo per l’eternità. Da questo si deduce che il dono della fede ricevuto col Battesimo ha bisogno di terreno fertile per dare frutto; Cristo, con la parabola del seminatore , vuole che ognuno si confronti con il terreno di cui parla nella parabola, cercando di essere sempre quello fertile per poter accogliere la sua Parola che è Parola di Vita.



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