articolo di Antonio Socci
Buona lettura!
Scritti sulla buona morte erano molto diffusi nel medioevo e costituivano un aiuto nella vita e un orientamento spirituale nella costante presenza della morte per epidemie, carestie e guerre che sterminavano larga parte della popolazione. Il trattato ci permette di conoscere il pensiero dell'epoca, ma a prescindere dalla convinzioni e dal moda di esprimersi legati al momento storico, il testo contiene, anche per i cristiani di oggi, alcune esperienze e indicazioni degne di riflessione.
E' saggio fare tesoro di questa offerta di immensa misericordia gratuita, distante anni luce dall'odierna mentalità mercantile.
Gli uomini possono affidarsi completamente a questa promessa, riconoscendo i propri peccati, sconfiggendo l'assurdo e, a questo punto, incomprensibile, ma penetrante orgoglio demoniaco, che li fa annoverare tra i dannati: non sperare nel perdono di Dio costituisce la peggiore offesa che l'uomo possa rivolgere al Signore.


Molti vizi e poche virtù
IL TEMPLARISMO ESOTERICO
CHE SI VESTE DA AGNELLO
Lupi contro la buona fede
Se nel panorama (sic!) dei rimembratori di un ‘che fù’ ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo ovvero Templari, si spazia su variopinte e multiformi soggettività che hanno tutto meno che dell’Ordine trattato al maiuscolo, tali associati a tali sette paraventate da un alone snob e millantatore di affidamento alla cattolicità, sono senza troppo giri di parole, sì battezzati, ma anche esotericizzati allo stato massimo.
Vedansi i siti loro web, anche se , aberrante, dan parvenze specchiali da allodole, mettendo in bella mostra magari la stessa fotografia del Santo Padre: una operazione al limite dello sfacciato! E camuffando in chiese e compiaciuti e compiacenti sacerdoti (sic!) si danno da fare a frammischiare ai riti cattolici anche i ‘loro’ – purtroppo – esotericomassonico rituali.
I loro adepti sono al limite della doppiezza, e sfoggiando sorrisi si arrogano una intelligenza del sacro che purtroppo dista dai loro cuori ed ancor prima dalle loro menti, anni e secoli luce!
Spiace che para-cattolici – anch’essi vogliosi di prime pagine e ‘gasamenti’ vari – abbiano a prenderli a cura, andando così a incrementare una settarismo doppiamente egotico, che purtroppo principalmente di questi vive.
Bene Madre Chiesa sà, può e farà! A tempo e modo debiti, come sempre.
Per ora fermiamoci qua.
Più oltre andremo al dettaglio, spiegando come tali esoterioTemplari fagocitino adepti e adepte, soprattutto...
Noi, come cattolici nel solco della Chiesa Docente, ci affidiamo ad essa sapendo che tanti Movimenti e Gruppi veri e seri, operano al suo interno e veramente al fianco del Santo Padre, senza millanterie.
A presto,
Francesco FerroAcutoCommento di padre Livio
al Messaggio del 2 maggio 2009
dal sito di radiomaria.it
Cari amici,
il messaggio della Regina della pace, dato all'apertura del mese di Maggio attraverso la veggente Mirjana, è uno dei più accorati dall'inizio delle apparizioni. Ognuno è chiamato a fare un esame di coscienza personale.
La Madonna fa un'affermazione senza mezzi termini: "Voi mi rifiutate". E' il culmine di una serie di allarmi dei mesi precedenti: " Il vostro cuore rimane duro e senza risposta"; "Vi siete persi figli miei"; "I vostri cuori restano chiusi, sono duri e non rispondono alle mie chiamate, non sono sinceri".
La Madonna poi descrive le tre tappe che stiamo percorrendo sulla via della rovina: "Permettete che il peccato vi avvolga sempre di più" - "Permettete che vi conquisti" - "E vi tolga la capacità di dicernimento". Stiamo andando verso il fondo dell'abisso e cioè verso l'indurimento del cuore e l'accecamento spirituale.
La tenebra del mondo, che ha scelto se stesso al posto di Dio, sta avvolgendo anche i credenti, che vivono sotto la dittatura dell'effimero, come se Dio, l'anima e l'eternità non esistessero.
Prima che l'abisso si chiuda sopra di noi, la Madre ci invita a lanciare un grido dal profondo del cuore, invocando Gesù, perchè " il suo nome dissipa la tenebre più fitta" e chiamando Lei perchè ci tenda la mano e ci riporti sulla retta via.
Cari amici, in questo mese di Maggio diamo alla Madonna la nostra risposta. Facciamo risuonare incessantemente nei nostri cuori i nomi dolcissimi di Gesù e di Maria. Chi più di loro merita di essere amato, ascoltato e seguito?
Vostro P. Livio.
Blog antologico - cattolico
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La Massoneria, vera chiesa di satana checchè ne dicano i suoi maestri
ed affigliati, è, di natura sua, diametralmente opposta alla Chiesa di Gesù
Cristo, alla quale infatti muove oggi la guerra più subdola in nome del
laicismo. Ebbene, contro la Chiesa laica di satana deve opporsi, non solamente la
forza sacerdotale, ma eziando la forza laica della Chiesa di Cristo. E alle due
forzeinsieme unite che Dio ha riserbato in ogni tempo la vittoria. Le
porte dell'inferno, egli ha detto, non prevarranno contro la mia Chiesa
giammai.
Mons. Scalabrini
Da una Lettera Pastorale del 16 ottobre 1896 di S. E. Mons. Giovan Battista Scalabrini Vescovo di Piacenza
“...La vista dell'abisso che ci sta dinanzi ci ha fatto indietreggiare inorriditi, e tutti sentiamo come istintivamente il bisogno di un movimento di ritorno alle tradizioni sante dei nostri padri e delle nostre madri; le scosse dell'edifizio, la polvere delle rovine ci hanno fatto paura, e tutti sentiamo il bisogno di ristabilire l'equilibrio, ricollocandovi a base Gesù Cristo...”
Relativamente ad Emmaus:
“Chi non ha sperimentato nella vita un momento come questo? A volte la stessa fede entra in crisi, a causa di esperienze negative che ci fanno sentire abbandonati e traditi anche dal Signore. La strada per Emmaus diventa allora la via di una purificazione e maturazione del nostro credere in Dio: l’incontro con Cristo Risorto ci dona una fede più profonda e autentica, temprata, per così dire, attraverso il fuoco dell’evento pasquale; una fede robusta perché si nutre non di idee umane, ma della Parola di Dio e dell’Eucaristia”.
Molti vizi e poche virtù
IL TEMPLARISMO ESOTERICO
CHE SI VESTE DA AGNELLO
Lupi contro la buona fede
Se nel panorama (sic!) dei rimembratori di un ‘che fù’ ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo ovvero Templari, si spazia su variopinte e multiformi soggettività che hanno tutto meno che dell’Ordine trattato al maiuscolo, tali associati a tali sette paraventate da un alone snob e millantatore di affidamento alla cattolicità, sono senza troppo giri di parole, sì battezzati, ma anche esotericizzati allo stato massimo.
Vedansi i siti loro web, anche se , aberrante, dan parvenze specchiali da allodole, mettendo in bella mostra magari la stessa fotografia del Santo Padre: una operazione al limite dello sfacciato! E camuffando in chiese e compiaciuti e compiacenti sacerdoti (sic!) si danno da fare a frammischiare ai riti cattolici anche i ‘loro’ – purtroppo – esotericomassonico rituali.
I loro adepti sono al limite della doppiezza, e sfoggiando sorrisi si arrogano una intelligenza del sacro che purtroppo dista dai loro cuori ed ancor prima dalle loro menti, anni e secoli luce!
Spiace che para-cattolici – anch’essi vogliosi di prime pagine e ‘gasamenti’ vari – abbiano a prenderli a cura, andando così a incrementare una settarismo doppiamente egotico, che purtroppo principalmente di questi vive.
Bene Madre Chiesa sà, può e farà! A tempo e modo debiti, come sempre.
Per ora fermiamoci qua.
Più oltre andremo al dettaglio, spiegando come tali esoterioTemplari fagocitino adepti e adepte, soprattutto...
Noi, come cattolici nel solco della Chiesa Docente, ci affidiamo ad essa sapendo che tanti Movimenti e Gruppi veri e seri, operano al suo interno e veramente al fianco del Santo Padre, senza millanterie.
A presto,
Francesco FerroAcutoL’anacronistica voglia dei neo-templarismi, tutto esoterismo, simbologie e suggestioni.
Ma nel nome di chi?
Puntuale come una eclissi, appunto.
La voglia ed il vezzo di compagini tra le più disparate, che mettendosi tra il cattolicesimo e “il fai-da-te” vorrebbero riconosciuti sul “campo” l’ormai storica memoria di quel che furono i Milites Templi ovvero i Poveri commilitoni di Cristo od anche, per semplificare, i Templari.
Oltre che fuori del tempo, la richiesta è semplicemente ridicola.
Vedi le esplicite delucidazioni della stessa Chiesa cattolica, vedi ciò che storicamente è stata la sospensione di questo Ordine monastico-cavalleresco.
Ripetiamo: monastico! Cioè i Templari erano veri frati, uomini che emettevano i tre voti religiosi.
Oggi tante compagini eterogenee raccolgono uomini sposati, conviventi, signorine e signore, e chi più ne ha più ne metta. Ma non sono, ne potranno mai, qual ora ne avessero ‘desio’, ottenere nessuna logica e conseguente riconosciuta immagine nel nome da “pedegree” di Templare.
Oh ben inteso quale riconoscimento ‘ufficiale’ di un Ordine che non è più da circa 700 anni. E questi vorrebbero in barba al Codice di Diritto Canonico, al Magistero petrino e quant’altro, ed alla faccia della storia, “essere riconosciuti quale Ordine”.
Potranno tuttal’più ed anzi possono, registrarsi quale associazione culturale di tempo libero.
Ed a parte l’ironia queste armate Brancaleone sono veramente tristi.
Tutte comprese! Esoterismo, cabale e predizioni, riti propiziatori con simbologie e saluti da fràmassone, sono all’ordine del giorno, peccato.
Gli unici che hanno un riconoscimento diocesano, esteso con Decreto vescovile in Siena del 18 novembre 1990 alla loro “Regola dei poveri Cavalieri di Cristo”, sono i membri professi dell’Ordine della Milizia del Tempio del Castello di Poggibonsi (Siena) con a capo il Conte dom. Marcello A. Cristofani della Magione.
Ovviamente sul web trovate tutte le delucidazioni attese.
Auguri,
Umberto Battini
FATIMA
Amarelachiesa.blog segnala questa recente uscita editoriale
Solideo Paolini, UNA “RISPOSTA” SIGNIFICATIVA. Disamina del libro su Fatima del card. Bertone, con relativo seguito: le incongruenze della tesi ufficiale.
Edizioni SGM Multimedia, dicembre 2007, pagine 85, € 9,66.
Dello stesso autore ricordiamo anche “Fatima, non disprezzate le profezie”MASSONI e TEMPLARI
Ingenua fratellanza??!
A farne le spese
ignari aspiranti Templari
guidati da teste di ponte
Non lo dico io, ci sono fior fiore di studi.
E non solo di gesuiti dei tempi passati e odierni.
Tanto per cominciare nel passato 2007 un Convegno vaticano ha ribadito senza mezze misure la completa non conciliabilità fra massoni e cattolicesimo! Di tutti i tipi, alla faccia di qualche massone che ha scritto che i massoni non sono più da ritenersi scomunicati!
Balle! Tutto è come prima, anzi il nuovo Codice di Diritto Canonico prende più in grande; e minimo si ricordino tali pseudo-ingenui che non possono ricevere il sacramento della Santa comunione, in tal caso incorrerebbero in un cosciente peccato mortale!
Sì, noi fedeli della Santa Chiesa cattolica ci crediamo ancora.
E veniamo a pseudo-templari, frotte di ingenui uomini e donne, che capeggiati da presunti magistri con la scusa di avere qualche ingenuo (sic!) sacerdote che li accoglie, millantano chissà-quali-chè diritti di primogenitura templare.
Ridicole pretese ormai coscientemente ben articolate: non può esistere un Ordine sospeso settecento anni fa e mai riabilitato dalla Santa Sede e ancor meno possono pretenderlo nugoli di uomini e donne che con la puzza sotto al naso dileggiano chi non li approva.
Rinnovate le vostre tessere di socio ma ci si ricordi che millantare non è prettamente cattolico.
Quando un domani non lungi ci sarà una unione (alla luce del sol) tra fratelli massoni e fratelli pseudo-templari che già si scambian baci e chiamansi alla fràmassone, potrebbero chiamarsi con il bel vocabolo unitivo di Templarioni.
Cordialmente,
Corrado Penitente
POVERI di MENTE
POVERI di CUORE
Morti nell’anima
Così definiamo quel nugolo di poveretti che con aria da intellettuali, hanno proibito- si avete letto bene – proibito al Santo Padre di andare alla Università La Sapienza.
Ne abbiamo viste di peggio, forse cari “nugolo di poveretti con aria da intellettuale” avevate bisogno di qualche ora d’aria magari nella bella Russia al tempo dei Gigioni Lenin e Stalin (che bella rima).
Riportiamo le belle parole del fondatore di C L espresse in una Scuola di Comunità (n.7) del 2005:
Il fenomeno dei Movimenti nella Chiesa, di tutti i Movimenti nella Chiesa, è – come ha osservato Giovanni Paolo II – l’autocoscienza che rinasce nella sfera della Chiesa stessa. Come l’umanità risplende in ogni focolare che l’amore anima, imbellisce e rende caloroso, così i movimenti rendono la Chiesa viva, vigorosa, calorosa, piena di luce e di splendore nelle parole e nelle esplicazioni, piena di affettività e di rispondenza. I movimenti sono il frutto dell’unità creata dai carismi, da quei doni che lo Spirito Santo ha fatto a coloro che Egli ha scelto, non per il valore delle persone, ma affinché si compia il Suo disegno, il grande disegno che il Padre ha sul mondo, quel disegno che ha un nome storico: Gesù Cristo.
COMUNICATO STAMPA
Comunione e Liberazione: Sapienza, un’altra vergogna per l’Italia
I Papi hanno potuto parlare ovunque nel mondo (Cuba, Nicaragua, Turchia, etc.). L’unico posto dove il Papa non può parlare è La Sapienza, un’università fondata, tra l’altro, proprio da un pontefice.
Questo mette in evidenza due fatti gravissimi:
Come cittadini e come cattolici siamo indignati per quanto avvenuto e siamo addolorati per Benedetto XVI, a cui ci sentiamo ancora più legati, riconoscendo in lui il difensore – in forza della sua fede – della ragione e della libertà.
Milano, 15 gennaio 2008.
L’intuizione più geniale di Benson è senza dubbio quella di aver visto con molto anticipo l’affermarsi in Occidente di un nuovo paganesimo, il cui ‘credo’ fondamentale è la proclamazione della divinità dell’uomo.
Dietro questa follia non è difficile scorgere il sibilo dell’antico serpente che illuse i progenitori di diventare “come Dio”.
L’essenza dell’impostura anticristica, come osserva il Catechismo della Chiesa Cattolica, è “uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne” (n675).
Profezie sull’anticristo di p. Livio Fanzaga edizioni Sugarco 2007 volume imperdibile!
Città del Vaticano (AsiaNews) – Chi “anche inconsapevolmente” va contro la famiglia “fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna” rende “fragile” la pace, perché la famiglia è la “principale agenzia di pace” che esiste su questa terra, “casa comune” della “famiglia delle nazioni”. Che quindi debbono conservarla e che tra loro debbono scegliere la via del dialogo, mentre invece si vedono i segnali di una nuova preoccupante corsa al riarmo. La “Famiglia umana: comunità di pace” è il tema del messaggio di Benedetto XVI per la 41ma Giornata mondiale della pace, che sarà celebrata il prossimo primo gennaio, reso noto oggi in Vaticano.
A P O S T A S I A
Cos’è ?
L’apostasia è uno dei peccati più gravi e consiste nell’abbandonare, o peggio ancora ripudiare coscientemente la verità conosciuta, per aderire ad un credo menzognero, formulato in base alle voglie degli uomini.
Templari: fine d’anno, si rinnova la tessera d’iscrizione
Mai nella storia della Chiesa è esistito un Ordine monacale “a tesseramento” e in effetti questi sono solo pseudo-templarismi!
Ve lo immaginate San Bernardo che distribuisce le tessere ai suoi monaci, oppure San Francesco o San Domenico?
Tutti in fila, a fine d’anno per rinnovare la tessere di socio dell’ordine monastico, e chi non poteva pagare con i due soldi aveva sempre la chance, in un mondo ove vigeva anche il baratto, la possibilità di onorare l’iscrizione portando una botte di vino buono oppure del sale o qualche spezia preziosa.
Grazie a Dio mai è stato così!
Non oggi: pseudo-templarismi di vario stampo esigono la ‘gabella’ associativa dai loro cosiddetti ‘fratelli’. Ed anche il famoso mantello cruci-signato si paga, e più caro del chinino.
Ma, mi ripeto, San Francesco mai chiese nulla ai suoi fratres, per nessun motivo! E manco mai nessun Ministro Generale dell’Ordine dei Templari chiese questa ‘remunerazione’.
Ma si sa, i tempi cambiano, Mammona è stato dimenticato e quindi si può fare libero uso del vil danaro!
E d’altra parte viviamo nel mondo occidentale sviluppato e moderno, al passo con i tempi, così se giustamente i cosiddetti cavalieri templari moderni non viaggiano più su scomodi destrieri ma con lussuose quattro ruote – anche perché non sarebbe degno d’un cavaliere dei nostri giorni raccogliere dalla strada, pena una salatissima multa, sterco di cavallo fumante – i nostri poveri commilitoni fan largo uso di tutto ciò che la moderna societas propina, non ultimo tesseramenti a pecunia, così da richiamare alla mente altri nobili signori che pagano la tesserina annuale per un grembiulino ( e non sto parlando dell’Accademia della cucina italiana).
Va bhè, tempi moderni.
Un consiglio per tutti: la vera Chiesa e chi la segue con coerenza, ha il principio di Cristo stesso: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!
Cordialità. (leggi anche il Lupus in fabula 2)
Umberto Battini
UFFICIO STAMPA GRIS
COMUNICATO STAMPA
Etica e correttezza della Comunicazione
Convegno 1 marzo 2007
Chiesa Cattolica e massoneria
Non è la prima volta che l‘informazione giornalistica sia di agenzie che di quotidiani si manifesti scorretta dando interpretazioni arbitrarie, imprecise o addirittura false come spesso accade per i messaggi del Santo Padre. Questo è accaduto anche con il convegno “Chiesa Cattolica e massoneria” avvenuto giovedì 1 marzo, infatti su di esso sono state riportate notizie imprecise, di libera interpretazione e di completa omissione, come la mancata citazione della relazione di padre Luigi Iammarrone “filosofia della massoneria”.
Per entrare nel merito dei temi affrontati al convegno faccio presente che Padre Suchecki ha spiegato molto bene, in una relazione di ventisette pagine, quali sono le motivazioni dell’incompatibilità che sono state confermate da tutti i relatori e che si possono riassumere brevemente con alcune parole di S.E. Mons. Girotti che dopo aver citato la Dichiarazione sulla Massoneria della Congregazione per la Dottrina della Fede approvata nel 1983 da Papa Giovanni Paolo II, afferma: “… Il giudizio negativo della Chiesa nei confronti della massoneria è stato sempre ispirato da ragioni pratiche e dottrinali. La Chiesa non ha giudicato la massoneria responsabile solo di attività sovversiva nei suoi confronti, ma fin dai primi documenti pontifici ha denunciato nella massoneria idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica, in
Idee filosofiche e concezioni morali che Padre Zbigniew spiega: “ Motivi
1. La visione che i liberi muratori hanno del mondo.
La visione del mondo dei liberi muratori non è fissata in modo vincolante. Prevale la tendenza umanitaria ed etica. I libri rituali, contenenti testi stabiliti, con le loro parole ed azioni simboliche offrono un quadro di rappresentazioni, in cui il singolo libero massone può inserire le sue concezioni personali. Non si costata l’esistenza di una ideologia comune vincolante. Invece, il relativismo appartiene alle convinzioni fondamentali dei liberi massoni.
Un soggettivismo di questo genere non si può armonizzare con la fede nella parola di Dio rivelata e autenticamente interpretata dal Magistero della Chiesa. Inoltre genera una disposizione di fondo che mette in pericolo l’atteggiamento del cattolico verso le parole e le azioni della viva realtà sacramentale e sacra della Chiesa.
2.. Il concetto di verità della Libera muratoria
I liberi muratori negano la possibilità di una conoscenza oggettiva della verità.
La relatività di ogni verità rappresenta la base della Libera muratoria. Poiché il libero massone rifiuta ogni fede nei dogmi, egli non ammette alcun dogma anche nella sua Loggia.
Dal libero massone si esige quindi che sia un uomo libero, che «non conosce alcuna sottomissione a dogma e passione»
Ciò alimenta il rifiuto, per principio, di tutte le posizioni dogmatiche, che si esprime nella proposizione del Lessico dei liberi massoni: «Tutte le istituzioni a fondamento dogmatico, la più eminente delle quali può essere considerata la Chiesa Cattolica, esercitano coercizione alla fede»
Un tale concetto di verità non è compatibile con il concetto cattolico di verità, né dal punto di vista della teologia naturale, né da quello della teologia della rivelazione.
GRUPPO DI RICERCA
E INFORMAZIONE SOCIO-RELIGIOSA
3. Il concetto di religione dei liberi muratori
La concezione della religione dei liberi muratori è relativista: tutte le religioni sono tentativi concorrenti ad esprimere la verità divina, che in ultima analisi è irraggiungibile. A questa verità divina, infatti, è adeguato solo il linguaggio dei simboli massonici, linguaggio dai molti significati lasciato alla capacità di interpretazione del singolo massone. Non per nulla la disputa su argomenti religiosi all’interno della loggia è strettamente vietata ai suoi appartenenti. Negli Antichi Doveri del 1723, sotto il punto I, si afferma: «Il
ogni Paese ad appartenere alla religione in vigore nel loro Paese o popolo, ma oggi si ritiene più opportuno obbligarli solo alla religione in cui tutti gli uomini concordano, e lasciare ad ognuno le sue particolari convinzioni». Il concetto della religione «in cui tutti gli uomini concordano», implica una visione relativistica della
4. Il concetto di Dio dei liberi muratori
Al centro dei Rituali si trova il concetto del «Grande Architetto dell’Universo». Nonostante la
In tale contesto non vi è alcuna conoscenza obiettiva di Dio nel senso del concetto personale di Dio del teismo. Il «Grande Architetto dell’Universo» è un «Esso» neutrale, indefinito e aperto ad ogni possibile comprensione. Ognuno può immettervi la propria concezione di Dio, il cristiano come il musulmano, il confuciano come l’animista o l’appartenente a qualsiasi religione. L’Architetto dell’Universo non è per i liberi massoni un essere nel senso di un Dio personale; perciò, per il riconoscimento dell’»Architetto dell’Universo» basta ad essi un arbitrario sentimento religioso.
Questa rappresentazione di un Architetto universale che troneggia in una lontananza deistica mina i fondamenti della concezione di Dio dei cattolici e della loro risposta al Dio che li interpella come Padre e Signore.
5. Il concetto di Dio dei liberi muratori e la Rivelazione
La visione di Dio della Libera muratoria non permette di pensare ad una rivelazione di Dio, come avviene nella fede e nella tradizione di tutti i cristiani. Anzi, con la concezione del «Grande Architetto dell’Universo», il rapporto con Dio viene riportato su posizioni predeistiche.
Analogamente, l’esplicita derivazione del cristianesimo dalla religione originaria astrale dei babilonesi e dei sumeri sta in piena contraddizione con la fede nella Rivelazione
6. L’idea di tolleranza dei liberi muratori
Da questo concetto di verità deriva anche l’idea di tolleranza specifica della Libera muratoria. Per tolleranza, il cattolico intende la comprensione dovuta agli altri uomini. Invece fra i liberi muratori regna la tolleranza nei confronti delle idee, per quanto queste possano essere opposte fra loro.
Un’idea di tolleranza di questo genere scuote l’atteggiamento di fedeltà del cattolico alla sua fede e al riconoscimento del Magistero ecclesiastico.
7. Le azioni rituali dei liberi muratori
I tre Rituali dei gradi di Apprendista, Compagno e Maestro sono stati discussi nel corso di ampi colloqui e spiegazioni. Queste azioni rituali manifestano, nelle parole e nei simboli, un carattere simile a quello dei sacramenti. Esse suscitano l’impressione che, in tali circostanze, con azioni simboliche, si operi obiettivamente qualcosa che trasformi l’uomo. Il contenuto è un’iniziazione simbolica dell’uomo che, pertutti i suoi caratteri, sta in chiara concorrenza con la sua trasformazione sacramentale.
8. Il perfezionamento dell’uomo
Secondo quanto appare dai Rituali, scopo ultimo della Libera muratoria è di migliorare l’uomo al massimo grado dal punto di vista etico e spirituale. A questo proposito non si è potuto superare il dubbio che il perfezionamento etico venga assolutizzato e talmente separato dalla grazia, che non rimanga più spazio alcuno per la giustificazione dell’uomo secondo la concezione cristiana.
9. La spiritualità dei liberi muratori
La libera muratoria si presenta ai suoi membri con una pretesa di totalità, che richiede un’appartenenza per la vita e per la morte.
In questa pretesa di totalità diviene particolarmente evidente l’inconciliabilità della Libera muratoria e della Chiesa cattolica.
Chiaro ed evidente è la presenza del relativismo in ogni ambito.
“Le opposizioni indicate toccano i fondamenti dell’esistenza cristiana. Gli esami approfonditi dei Rituali e del mondo spirituale massonico mettono in chiaro che l’appartenenza contemporanea alla Chiesa cattolica e alla libera muratoria è esclusa.”
Anche le affermazioni del Gran Maestro Venzi, durante il convegno, hanno confermato quanto possa essere difficile e complesso il rapporto tra Massoneria e Chiesa Cattolica. La Chiesa, tra l’altro, quando parla di inconciliabilità fa riferimento alle varie associazioni massoniche e non solo alle massonerie irregolari. Infatti, il documento del 1983, giunge dopo incontri dialogici e studi approfonditi, durati sei anni, da parte della Conferenza Episcopale Tedesca, su documenti
forniti da rappresentanti delle Gran Logge Unite di Germania (cioè della Massoneria regolare). Nella Dichiarazione del 1983 viene ribadito il giudizio negativo nei confronti della Massoneria:
«rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni
Un faticoso e minuzioso esame dell’appartenenza contemporanea alla Chiesa cattolica e alla Libera muratoria, svolto in Germania per incarico della Conferenza Episcopale Tedesca e delle Grandi Logge Unite di Germania, durato sei anni, dimostrò senza equivoci l’inconciliabilità dell’appartenenza contemporanea alla Chiesa
cattolica e alla Libera muratoria. Uno studio del genere non può ipotizzare una diversa lettura e diverse conclusioni.
Anche la questione del dialogo è stata riferita in modo impreciso, perché è vero che si cerca il dialogo, ma la riflessione è stata posta sulla possibilità, o meglio, se esistono i presupposti per un dialogo che, come affermato da Giuseppe Ferrari, potrebbe solo essere su tematiche sociali o politiche, dei diritti della persona. Ma queste stesse categorie sono state oggetto di ulteriore riflessione da parte dell’On Giovanardi, che ha affermato l’opportunità di considerare lo spessore
dei contenuti e di vedere ad esempio se il significato che danno i massoni sul valore della vita, della famiglia, della fecondazione assistita e altro, sia in linea con i principi cristiani o ci sia divergenza.
E, giustamente, l’onorevole ha anche posto la domanda sulla segretezza, argomento di non minore spessore ed importanza. Inoltre, in conseguenza di ciò, per Giovanardi, è importante capire se l’agire dei massoni sia trasparente o se non sia guidato da realtà occulte.
Quindi, l’incompatibilità rimane e c’è l’esclusione dai sacramenti per chiunque appartenesse ad associazioni sia di stampo massonico che in associazioni che tramano contro la Chiesa.
Dott Barbara Casale Sciarra
Responsabile ufficio stampa GRIS
Roma 5 marzo 2007
"A proposito di magia e demonologia"
Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Toscana
1677 Si chiamano sacramentali i sacri segni istituiti dalla Chiesa il cui scopo è di preparare gli uomini a ricevere il frutto dei sacramenti e di santificare le varie circostanze della vita.
1678 Fra i sacramentali, le benedizioni occupano un posto importante. Esse comportano ad un tempo la lode di Dio per le sue opere e i suoi doni, e l'intercessione della Chiesa affinché gli uomini possano usare i doni di Dio secondo lo spirito del Vangelo.
1679 Oltre che della liturgia, la vita cristiana si nutre di varie forme di pietà popolare, radicate nelle diverse culture. Pur vigilando per illuminarle con la luce della fede, la Chiesa favorisce le forme di religiosità popolare, che esprimono un istinto evangelico e una saggezza umana e arricchiscono la vita cristiana.
UNA DURA CONDANNA ANCHE NEL CATECHISMO
Queste pratiche scavalcano l’ordine provvidenziale e favoriscono il disimpegno e la deresponsabilizzazione.
L’astrologia rientra nelle numerose pratiche divinatorie (chiromanzia, spiritismo, ricorso a medium, cartomanzia, ecc.) a più riprese condannate sin dall’Antico Testamento: «Si presentino e ti salvino gli astrologi che osservano le stelle, i quali ogni mese ti pronosticano che cosa ti capiterà» (Is 47,13).
La condanna ecclesiale più recente si trova nel Catechismo della Chiesa cattolica (1992): «Dio può rivelare l’avvenire ai suoi profeti o ad altri santi. Tuttavia il giusto atteggiamento cristiano consiste nell’abbandonarsi con fiducia nelle mani della Provvidenza per ciò che concerne il futuro e a rifuggire da ogni curiosità malsana a questo riguardo. L’imprevidenza può costituire una mancanza di responsabilità». (n. 2115).
Le pratiche divinatorie «occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia e infine sugli uomini e insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo» (n. 2116).
TESTIMONIANZA DI UNA FEDE IMMUTATA
La natura sacrificale della Messa, solennemente affermata dal Concilio di Trento, in armonia con tutta la tradizione della Chiesal, è stata riaffermata dal Concilio Vaticano II, che ha pronunciato, a proposito della Messa, queste significative parole: «Il nostro Salvatore nell'ultima Cena... istituì il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, al fine di perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce, e di affidare così alla sua diletta sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e risurrezione»2.
Questo stesso insegnamento del Concilio si ritrova costantemente nelle formule della Messa. Tale dottrina infatti, enunciata con precisione in questo testo dell'antico Sacramentario detto Leoniano: «ogni volta che celebriamo il memoriale di questo sacrificio, si compie l'opera della nostra redenzione»3, è sviluppata con chiarezza e con cura nelle Preghiere eucaristiche: in queste Preghiere, quando il sacerdote fa l'anamnesi, rivolgendosi a Dio in nome di tutto il popolo, gli rende grazie e gli offre il sacrificio vivo, santo, cioè l'oblazione della Chiesa e la vittima immolata per la nostra redenzione4, e prega perché il Corpo e il Sangue di Cristo siano un sacrificio accetto al Padre per la salvezza del mondo intero5.
Così, nel nuovo Messale, la norma della preghiera (lex orandi) della Chiesa corrisponde alla sua costante regola di fede (lex credendi); questa ci dice che, fatta eccezione per il modo di offrire, che è differente, vi è piena identità tra il sacrificio della croce e la sua rinnovazione sacramentale nella Messa, che Cristo Signore ha istituito nell'ultima Cena e ha ordinato agli Apostoli di celebrare in memoria di lui. Ne consegue che la Messa è insieme sacrificio di lode, d'azione di grazie, di propiziazione e di espiazione.
Obbligo dell'abito ecclesiastico
paragrafo 66 del "Direttorio per il ministero e la vita dei presbiteri" della Sacra Congregazione per il Clero (31/1/1994)
PATERNA CUM BENEVOLENTIA
ESORTAZIONE APOSTOLICA
DI SUA SANTITÀ
PAOLO PP. VI
riportiamo questa parte a scopo di riflessione
III. OSCURAMENTI DELLA SACRAMENTALITÀ DELLA CHIESA
Nondimeno, "benché la chiesa per la virtù dello Spirito santo sia rimasta sempre sposa fedele del suo Signore, e non abbia mai cessato di essere segno di salvezza nel mondo, tuttavia non ignora affatto che tra i suoi membri, sia chierici che laici, nella lunga serie dei secoli passati, non sono mancati di quelli che non furono fedeli allo Spirito di Dio". In realtà "in questa chiesa di Dio una ed unita, sono sorte fin dai primissimi tempi alcune scissioni, condannate con gravi parole dall’apostolo". Quando, poi, avvennero le note fratture non sapute arginare, la chiesa superò la situazione di interiore dissenso riaffermando chiaramente, come condizione insostituibile di comunione, quei principi che consentivano di mantenere intatta la sua unità costitutiva, e permettevano di manifestarla "nella confessione di una sola fede, nella comune celebrazione del culto divino e nella fraterna concordia della famiglia di Dio".
Ma appaiono egualmente pericolosi, tali da richiedere questa chiarificazione e questo invito all’unità, i fermenti di infedeltà allo Spirito santo che qua e là si trovano nella chiesa ai nostri giorni, e tentano purtroppo di minarla dall’interno. I promotori e le vittime di tale processo, in realtà poco numerosi in paragone dell’immensa maggioranza dei fedeli, pretendono di restare nella chiesa con gli stessi diritti e le stesse possibilità di espressione e di azione degli altri per attentare all’unità ecclesiale; e non volendo riconoscere nella chiesa un’unica realtà risultante da un duplice elemento umano e divino, analoga al mistero del Verbo incarnato, che la costituisce "sulla terra comunità di fede, di speranza e di carità quale organismo visibile", mediante la quale Cristo "diffonde su tutti la verità e la grazia", essi si oppongono alla gerarchia, quasi che ogni atto di opposizione sia un momento costitutivo della verità sulla chiesa da far riscoprire quale Cristo l’avrebbe istituita; mettono in causa il dovere dell’obbedienza all’autorità voluta dal Redentore; mettono in stato d’accusa i pastori della chiesa non tanto per quel che fanno o come lo fanno, ma semplicemente perché, come affermano, sarebbero i custodi di un sistema o apparato ecclesiastico concorrente con l’istituzione di Cristo; in tal modo essi provocano sconcerto nella intera comunità, introducendo in essa il frutto di teorie dialettiche estranee allo Spirito di Cristo. Utilizzando le parole del vangelo, essi ne alterano il significato. Noi osserviamo con pena questo stato di cose, anche se, come abbiamo detto, è ben piccolo in confronto con la gran massa dei cristiani fedeli; ma non possiamo non insorgere con lo stesso vigore di s. Paolo contro questa mancanza di lealtà e di giustizia. Noi facciamo appello a tutti i cristiani di buona volontà perché non si lascino impressionare o disorientare dalle indebite pressioni di fratelli purtroppo sviati, e che pure sono sempre presenti alla nostra preghiera e vicini al nostro cuore.
Quanto a noi, riaffermiamo che l’unica chiesa di Cristo, "in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui, ancorché al di fuori del suo organismo si trovino parecchi elementi di santificazione e di verità", riaffermiamo pure che questi pastori della chiesa, che presiedono al popolo di Dio in nome suo, con l’umiltà dei servi, ma anche con la franchezza degli apostoli (cf. At 4,31) ai quali succedono, hanno il diritto e il dovere di proclamare: "Fino a quando... sediamo in questa sede, fino a quando presiediamo, abbiamo autorità e forza, anche se ne siamo indegni".
Commento:
Per la Tradizione
Dal sito unavox.it
La Tradizione dei Padri non è altro che la trasmissione fedele dell'insegnamento divino, donatoci dalla Volontà imperscrutabile del Padre per mezzo del Suo Figlio Unigenito Gesú Cristo e da Questi trasmesso a noi uomini per la nostra salvezza.
È tutto qui il senso del termine Tradizione: una catena ininterrotta di trasmissione che veicola l'insegnamento divino di Gesú Cristo Nostro Signore e quindi la Verità.
Da ciò deriva che ogni formulazione della Verità ed ogni concezione ad Essa relativa trova giustificazione solo nel rispetto di una reale e precisa trasmissione, senza la quale vi è il rischio certo di trovarsi di fronte ad un qualcosa di meramente umano.
Tradizione e Verità sono certamente due elementi così strettamente connessi che mentre, in linea discendente, non può esservi vera Tradizione che non sia espressione della Verità e sua diretta promanazione; in linea ascendente, che è quella che piú interessa tutti coloro che vanno alla ricerca della Volontà di Dio con cuore puro e animo sottomesso, non può darsi approccio alla Verità senza l'ossequio, la conoscenza e l'adesione alla Tradizione, unica vera via che conduca ad Essa; in altri termini si può affermare che: nulla Veritas sine Traditione.
Espressione, questa, che è l'imperativo e il motto della nostra Associazione.
…Noi dunque, seguendo le orme dei Nostri Predecessori, in virtù del Nostro Apostolico mandato, non cessiamo mai d'insegnare e difendere la verità cattolica e di condannare le dottrine perverse.
Ora poi essendo qui uniti con Noi, deliberanti, tutti i Vescovi del mondo cattolico, dalla Nostra autorità congregati nello Spirito Santo in questo Concilio Ecumenico, fondandoci sulla parola di Dio, contenuta nella Scrittura e nella Tradizione, come l'abbiamo ricevuta, santamente custodita e genuinamente interpretata dalla Chiesa cattolica, determinammo di professare e dichiarare al cospetto di tutti, da questa Cattedra di Pietro, con la potestà a Noi trasmessa da Dio, la salutare dottrina di Cristo, proscrivendo e condannando gli errori ad essa contrari…
Dato a Roma, nella pubblica Sessione solennemente celebrata nella Basilica Vaticana l'anno dell'Incarnazione del Signore 1870, il 24 aprile, nell'anno ventiquattresimo del Nostro Pontificato.